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Queste sono le segnalazioni relative a
Sanit
Inserita il giorno 18 marzo 2010 - Sanit
MCS (sensibilità chimica multipla), una malattia poco conosciuta

Sono una donna di 37 anni affetta da 4 di MCS (sensibilità chimica multipla). E’ una malattia metabolica a stadi, ma soprattutto non ancora riconosciuta.
La vita mia e dei miei cari è stata travolta da questa assurda malattia, che mi costringe a mangiare solo pochissimi tipi di alimenti (finché non svilupperò altre intolleranze), posso mettere solo due paia di jeans e 3 pantaloni da casa, il tutto in cotone (altri, con la stessa malattia, sono costretti a vivere nudi in casa), intolleranze ai farmaci, rischio uno shock anafilattico ogni volta che odoro un profumo o un detergente (semplicemente quello che emanano i vestiti che ora voi avete addosso). Non parliamo poi di derivati dei petroli, vernici, solventi etc.
In parole povere si è allergici a tutto!
Col passare del tempo mi rendo conto di cosa significa "a stadi": sto peggiorando e il mio dottore, che da Brescia mi riceve a Roma, mi ha consigliato di andare a vivere in montagna a 1.200m e ci stiamo seriamente pensando, ma come fare economicamente?
Da Santo Stefano sono reclusa in casa imbottita di cortisone solo per aver pranzato coi miei cari!
Mio marito e la bambina quando entrano in casa devono decontaminarsi dalle esalazioni che portano dall’esterno, ma grazie a Dio sono due veri santi!
Potrei scrivere per ore elencandovi il dramma di avere l'MCS, ma spero che questo basti a farvi riflettere su dove sono andati a finire i miei diritti di cittadina, dopo che oltre ad avere un simile fardello mi devo accollare tutte le spese mediche e quotidiane varie che comporta avere questa malattia.
Sono già state fatte proposte di legge per riconoscere l'MCS,ma giacciono ferme lì da anni, ed in tanto ci sono malati che non ce la fanno più e si tolgono la vita!

Albina
Inserita il giorno 27 gennaio 2010 - Sanit
Cosa fare se una fabbrica inquina l'aria della mia città?

Vorrei segnalare alla vostra attenzione la presenza di una fabbrica che inquina l'aria del comune dove risiedo, XXX in provincia di Lucca.
Non farò il nome della fabbrica, poiché a seguito di una mia precedente denuncia fatta nel 2007 al Sindaco e ad un quotidiano, la stessa fabbrica mi ha minacciato di ritorsioni legali.
L'inquinamento dell'aria perpretato dalla fabbrica non è costante ma è periodico e spesso avviene di notte. Gli effetti percepibili sono i seguenti:
un forte odore simile allo scarico dei motori diesel, con componenti aromatiche diverse; bruciore agli occhi e cogestione delle prime vie aeree; nausea e mal di testa non necessariamente associati.
Dopo la mia denuncia completa e circostanziata al Sindaco alcuni condomini mi hanno informato che sono venuti a cercarmi alcuni impiegati dell'Usl i quali hanno fatto loro delle domande in merito alla qualità dell'aria ed essi con le loro risposte, hanno confermato i dati della mia denuncia.
Da allora non è più accaduto nulla e l'inquinamento permaneva. Nel 2008 ho sporto la mia denuncia completa e circostanziata al NOE dei Carabinieri di Firenze e alla Forestale di Lucca.
In seguito a questo sono stato contattato dalla Forestale di Lucca per avere informazioni, successivamente la stessa Forestale mi ha informato di aver riscontrato nella fabbrica un elevato livello di poveri sottili. La stessa Forestale diceva di contare sulla buona fede della fabbrica che avrebbe promesso di rimediare modificando la materie prime.
Da allora, mentre l'intensità dell'inquinamento è rimasta invariata,la frequenza degli eventi inquinanti è diminuita ma ritengo che sia dovuto alla diminuzione del lavoro causato dalla crisi economica.
E' noto infatti che la fabbrica ha ridotto i turni di lavoro.
 A mio parere è scandaloso che nel 2009 in Toscana, non si possa imporre ad una fabbrica sita nel centro di un paese di 15.000 abitanti di filtrare i propri scarichi.
E' ancora più scandaloso che migliaia di persone siano a conoscenza del problema e lo tollerino come se si trattasse di un evento naturale e non modificabile. Infatti io mi sono trasferito ad XX nel 2007 ed ho scoperto col tempo che: i farmacisti conoscono bene il problema e consigliano ai cittadini che si recano da loro lamentando nausea e cefalea quali goccioline prendere per alleviare tali sintomi, il Sindaco ed il personale Usl non si sono mostrati attenti alla denuncia fatta da me (anzi il Sindaco ha suggerito ad una persona che mi conosce di suggerirmi di non espormi troppo poiché potrei incorrere in qualche denuncia), chiunque in paese sa dire da quale fabbrica proviene il cattivo odore, i Carabinieri della stazione locale reagiscono con sufficienza alla richiesta di intervento, inoltre le migliaia di frequentatori dei centri commerciali adiacenti alla fabbrica anche nei giorni in cui l'odore è più acre, continuano imperterriti il loro shopping. Io sono di origine napoletana ed ho osservato ad XX la stessa indifferenza della cittadinanza al problema dell'immondizia di Napoli; sembra che la popolazione si accorga di questi problemi solo quando arriva la protezione civile.

Raffaele

l caso concerne un’ipotesi di inquinamento atmosferico sussumibile all’interno della disciplina contenuta nella parte V - “norme in materia di tutela dell’aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera” - del Codice dell’ambiente.
La presente disciplina, ai fini della prevenzione e della limitazione dell'inquinamento atmosferico, si applica agli impianti, fatte salve alcune eccezioni stabilite dalla legge, ed alle attività che producono emissioni in atmosfera e stabilisce i valori di emissione, le prescrizioni, i metodi di campionamento e di analisi delle emissioni ed i criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai valori limite.
Preliminarmente il sottoscritto vuole rappresentarLe le difficoltà, in cui è incorso, nella predisposizione di un parere il più dettagliato ed esatto possibile, stante la mancanza di elementi utili volti ad individuare in modo preciso la tipologia di fabbrica oggetto della domanda.
Ciò premesso, preciso sin da ora che sono esclusi dal campo di applicazione della parte quinta del presente decreto gli impianti disciplinati dal decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133, recante attuazione della direttiva 2000/7/CE in materia di incenerimento dei rifiuti.
Resta fermo, per gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, quanto previsto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59; per tali impianti l'autorizzazione integrata ambientale sostituisce l'autorizzazione alle emissioni prevista dal presente titolo.
Fatte salve alcune eccezioni stabilite dalla legge, per tutti gli impianti che producono emissioni deve essere richiesta una autorizzazione ai sensi della parte quinta del presente decreto.
Per quanto utile possa essere, tengo a specificare che tra le eccezioni previste dalla legge – non essendo sottoposti ad autorizzazione - rientrano anche i seguenti impianti:
a) impianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni a cogenerazione, di potenza termica nominale inferiore a 1 MW, alimentati a biomasse di cui all'Allegato X alla parte quinta del presente decreto, a gasolio, come tale o in emulsione, o a biodiesel;
b) impianti di combustione alimentati ad olio combustibile, come tale o in emulsione, di potenza termica nominale inferiore a 0,3 MW;
c) impianti di combustione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale inferiore a 3 MW:
d) impianti di combustione, ubicati all'interno di impianti di smaltimento dei rifiuti, alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, di potenza termica nominale non superiore a 3 MW, se l'attività di recupero è soggetta alle procedure autorizzative semplificate previste dalla parte quarta del presente decreto e tali procedure sono state espletate;
e) impianti di combustione alimentati a biogas di cui all'Allegato X alla parte quinta del presente decreto, di potenza termica nominale complessiva inferiore o uguale a 3 MW;
f) gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale inferiore a 3 MW;
g) gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a benzina di potenza termica nominale inferiore a 1 MW;
h) impianti di combustione connessi alle attività di stoccaggio dei prodotti petroliferi funzionanti per meno di 2200 ore annue, di potenza termica nominale inferiore a 5 MW se alimentati a metano o GPL ed inferiore a 2,5 MW se alimentati a gasolio;
i) impianti di emergenza e di sicurezza, laboratori di analisi e ricerca, impianti pilota per prove, ricerche, sperimentazioni, individuazione di prototipi.
L'autorizzazione rilasciata ai sensi del presente decreto ha una durata di quindici anni. La domanda di rinnovo deve essere presenta almeno un anno prima della scadenza.
La presente disciplina precisa ulteriormente che l'autorità competente per il controllo é autorizzata ad effettuare presso gli impianti tutte le ispezioni che ritenga necessarie per accertare il rispetto dell'autorizzazione
In caso di inosservanza delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 279 del presente decreto e delle misure cautelari disposte dall'autorità giudiziaria, l'autorità competente procede, secondo la gravità dell'infrazione:
a) alla diffida, con l'assegnazione di un termine entro il quale le irregolarità devono essere eliminate;
b) alla diffida ed alla contestuale sospensione dell'attività autorizzata per un periodo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute o per l'ambiente;
c) alla revoca dell'autorizzazione ed alla chiusura dell'impianto ovvero alla cessazione dell'attività, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida o qualora la reiterata inosservanza delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione determini situazioni di pericolo o di danno per la salute o per l'ambiente.
Chi, nell'esercizio di un impianto o di una attività, viola i valori limite di emissione o le prescrizioni stabiliti dall'autorizzazione, dai piani e dai programmi o dalla normativa di cui all'articolo 271 o le prescrizioni altrimenti imposte dall'autorità competente ai sensi del presente decreto é punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda fino a milletrentadue euro.
Si applica sempre la pena dell'arresto fino ad un anno se il superamento dei valori limite di emissione determina anche il superamento dei valori limite di qualità dell'aria previsti dalla vigente normativa.
Alla luce di quanto appena esposto ed in virtù delle pregresse attività già compiute – denuncia completa e circostanziata al NOE dei Carabinieri di Firenze – si può consigliare di effettuare un accesso presso la competente Procura del Tribunale di Lucca, ai sensi dell’art. 335 c.p.p., al fine di verificare se, in seguito alla suddetta denuncia, il pubblico ministero abbia provveduto o meno ad iscrivere la notitia criminis in oggetto nell’apposito registro delle notizie di reato.
Se del caso, è posibile segnalare, tramite un esposto, la problematica ambientale all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, organo a ciò preposto.  

Inserita il giorno 27 gennaio 2010 - Sanit
Inquinamento atmosferico, acustico e sicurezza

Inquinamento atmosferico, acustico e sicurezza della strada sulla quale sono ubicate la scuola materna parrocchiale con nido integrato e la scuola primaria in Spresiano.
Punto di situazione al 29 novembre 2009.

La scuola materna parrocchiale con nido integrato e la scuola primaria in Spresiano, sono ubicate sulla Strada Provinciale 57 classificata “E - urbana di quartiere” (stretta, gran parte priva di marciapiede e di pista ciclabile), percorsa da intenso traffico di motoveicoli e autoveicoli.
I circa 500 bambini che frequentano le due strutture sono quotidianamente sottoposti, oltre che al rischio di essere travolti dai mezzi di ogni tipo che continuamente percorrono la strada sopraccitata, ad inalare altissime concentrazioni di inquinanti (prima, durante e dopo tutte le attività scolastiche) ed a subire l’importante inquinamento acustico, conseguentemente prodotto dalla intensa viabilità ivi presente.
Il problema dell’intenso traffico motorizzato ha origini antiche, infatti, con una lettera del 24 novembre 1992 indirizzata al Sindaco di Spresiano, un comitato di cittadini fece una “richiesta di indilazionabile e decisivo intervento volto alla salvaguardia dell’incolumità collettiva dei cittadini residenti lungo la Strada Provinciale Spresiano – Arcade (via Montello)”, dalla quale si evince che già da tempo si rappresentava l’assoluta pericolosità in quel tratto di strada.
Successivamente (dopo la rilevazione effettuata da LEGAMBIENTE nel 2006) sono state scritte 24 lettere da Cittadini, Genitori (con i loro Rappresentanti di classe e Comitato), indirizzate alla Dirigente scolastica, al Sindaco, alla Provincia, al Prefetto, per sollecitare interventi per limitare, oltre che la pericolosità della strada, anche l’inquinamento acustico ed atmosferico.
Tutte queste lettere, accompagnate da innumerevoli colloqui e richieste verbali, da una serie di articoli di stampa locali, da due servizi televisivi di Antenna 3 e da un paio di incontri informativi organizzati dai Genitori degli alunni e dal Comitato dei Genitori, assieme agli esiti del monitoraggio di LEGAMBIENTE di Treviso (12 dicembre 2006), hanno portato solo alla richiesta all’ARPAV (il 3 giugno 2008), da parte dell’attuale Amministrazione Comunale, del monitoraggio dell’aria e del rumore, presso la scuola elementare “I. Calvino” di Spresiano.
Il rapporto del monitoraggio dell’aria (periodo 23 luglio – 4 novembre 2008) fu pubblicato, alla fine di febbraio scorso, sul portale dell’ARPAV (www.arpa.veneto.it). Il suo contenuto non solo confermò le preoccupazioni dei genitori, ma mostrò una situazione ben peggiore di quella all’epoca prevedibile: nel solo mese di ottobre 2008 ci furono ben 15 superamenti del valore limite di 50 μg/m3 di PM 10 (indicato dal D.M. 60/02) con picchi che raggiunsero la concentrazione di 92 μg/m3. Emerse, inoltre, che i valori misurati in prossimità della scuola primaria risultavano essere superiori del 28%, a quelli misurati alla stazione fissa di Conegliano (relazione ARPAV) e superiori anche a quelli misurati a Treviso (relazione di LEGAMBIENTE di Treviso e portale ARPAV). “Tale fenomeno è dovuto alla particolarità del sito di campionamento: il sito di Spresiano, essendo di traffico, risulta influenzato, oltre che dal valore di background che caratterizza mediamente il territorio comunale, dalla presenza della vicina sorgente emissiva” (pag. 14 della relazione dell’ARPAV).
Il 24 agosto 2009 si è avuto l’esito del monitoraggio del rumore dell’A.R.P.A.V. (periodo 17 – 25 febbraio 2009), il quale ha confermato la presenza di un importante inquinamento acustico, nei pressi della scuola (area particolarmente protetta ai sensi del D.P.C.M. - 14.11.97).
Ad oggi non vi è stato alcun intervento da parte di alcuno, mentre il monitoraggio dell’aria si è limitato al periodo (23 luglio – 4 novembre 2008) strettamente necessario all’ARPAV per la redazione della già citata relazione.
Considerato che:
i numerosi studi Europei ed Americani sugli effetti degli inquinanti sulla salute dell’uomo hanno evidenziato:
- un'associazione fra i livelli di inquinanti atmosferici e il numero giornaliero di morti o di ricoveri in ospedale, per cause respiratorie e cardiovascolari;
- che la principale conseguenza dell’inquinamento dell’aria è l’aumento della mortalità che segue a picchi di inquinamento e colpisce persone particolarmente suscettibili (tra questi i bambini);
- che i bambini sono quelli a più elevato rischio a causa della loro aumentata frequenza respiratoria con l’inalazione di una maggior quantità di inquinanti per unità di peso;
- che i bambini, inoltre, hanno una aspettativa di vita maggiore degli adulti quindi più tempo per contaminarsi e sviluppare malattie croniche che necessitano di molti anni per manifestarsi (es. carcinoma polmonare, tumori della pelle, melanoma, carcinoma della vagina);
- che l’esposizione continua anche a bassi livelli soglia porta ad effetti cronici sulla salute;
- che all’aumentare dell’inquinante aumentano linearmente le morti;
- che non ci sarebbe un limite soglia sotto il quale gli effetti avversi non si verificano, difatti questi si verificano anche a bassi livelli di esposizione;
- che “Le malattie correlate all’ambiente tendono a gravare maggiormente sui bambini: il 43% di questo peso di malattia cade sui bambini sotto i 5 anni che rappresentano solo il 12% della popolazione” (Smith, 2000. Bul World Health Org.);
- che “Ad un’alta concentrazione di PM 10 per un periodo di sei mesi consecutivi corrisponde ad un raddoppio della mortalità per malattie respiratorie nel secondo semestre di vita. Questa recente evidenza, unita al già dimostrato aumento delle patologie respiratorie infantili quali l’asma, rende necessario ridurre il grado di esposizione dei bambini all’inquinamento atmosferico da traffico” (Inquinamento da traffico – ARPA Rivista n. 6 novembre – dicembre 2006);
- che “Nella Regione Europea circa un terzo del carico totale di malattie dalla nascita fino ai 18 anni può essere causato da ambienti insani e poco sicuri.” (I Ministri della salute e dell’ambiente delle nazioni della Regione Europea . Fourth Ministerial Conference on Environment and Health. Children’s Environment and Health Action Plan for Europe. Budapest, 2004.)
- che “L’inquinamento da PM10 è responsabile del 15% della mortalità totale. Nella UE il PM 2.5 causa una perdita di aspettativa di vita di 8.6 mesi. Per ogni incremento 10 µgr/m3 PM 2.5 8 - 14% neoplasie polmonari in più. Per ogni incremento di 1 µgr/m3 di benzene per 1 milione di persone (per vita media 70 anni) 7,5 casi di leucemia in più” (WHO Regional Pubblications, European Series, No. 91, 2000);
- che sono “Oltre 8000 decessi l’anno stimati in 13 città italiane per gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico da particolato” (Comunicato stampa APAT – OMS del 15 giugno 2006);
- che “Il rispetto della Legislazione Comunitaria produrrebbe un sostanziale risparmio in termini di malattia, per questo è fondamentale che i limiti del PM 10 non siano rilassati, ma osservati prontamente” (Tratto da: “Impatto sanitario del PM 10 e dell’ozono in 13 città italiane” studio condotto dall’O.M.S. - Ufficio Regionale per l’Europa, per conto dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici).
A Treviso e a Conegliano è sempre stato superato il valore limite di 50 μg/m3 di PM 10, ben oltre le 35 volte (nell’anno) previste dal D.M. 60/02. A Treviso, dall’inizio del corrente anno all’11 ottobre 2009, i superamenti della soglia dei 50 μg/m3 sono stati già 42. A Conegliano si prevede anche quest’anno il superamento del sopraccitato limite, infatti nei primi tre mesi del corrente anno ci sono stati già 17 superamenti con picchi di concentrazione di 117 µg/m³, 122 µg/m³ e 150 µg/m³ il 1° marzo 2009 (dati provenienti dal sito dell’ARPAV).
Davanti alla scuola primaria “I. Calvino” di Spresiano, dove risultano esserci concentrazioni di PM10 del 28% in più rispetto a quelle misurate a Conegliano e maggiori anche di quelle misurate a Treviso, ci si domanda cosa hanno respirato e continuano a respirare i 305 alunni (dai 6 ai 10 anni), i 32 dipendenti ed i residenti, visto che la zona non è monitorata.
L'OMS ha valutato le nuove evidenze e ha pubblicato nell'aprile 1999 le ”LINEE GUIDA PER IL RUMORE NELLE COMUNITÀ”.
In sintesi risulta esserci una notevole evidenza di effetti avversi del rumore sulla:
- comunicazione (nelle aule scolastiche i bambini sono particolarmente sensibili agli effetti del rumore, il livello di fondo interferisce con la capacità di concentrazione);
- sonno e umore (aumento dei risvegli, affaticati dopo il risveglio);
- capacitàdi apprendimento (deficit nella capacità di concentrazione, stress psico-fisico);
- apparato cardiovascolare (livelli compresi fra 65 e 70 dB sono correlati sull'insorgenza della cardiopatia ischemica e ipertensione);
- diminuzione dell'udito.
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti...” (art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, 1° gennaio 1948).
“La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato” (Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 - Nuovo codice della strada - art. 1, comma 1).
“Il trasporto motorizzato è una delle fonti più importanti di agenti inquinanti pericolosi quali gli ossidi di azoto, il benzene, l’ozono e soprattutto il particolato fine (PM10 e PM2,5) e ultrafine, che producono situazioni di rischio per la salute umana e in particolare per quella dei bambini. Il traffico motorizzato è in aumento in tutte le città e oltre all’inquinamento atmosferico causa anche un aumento degli incidenti stradali (circa 8.000 morti all’anno in Italia) ed inquinamento acustico”. (Fonte: Terza Conferenza Ministeriale dell’O.M.S., Londra 1999-Carta europea trasporti, salute e ambiente).
Il Comitato Genitori assieme a genitori e cittadini di Spresiano hanno chiesto, il 27 ottobre 2009, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Treviso di verificare se, nei fatti esposti, ricorrano ipotesi di reato ed in particolare se si sarebbero potute e si potrebbero prevenire malattie o morti premature, soprattutto nelle persone più a rischio come bambini, donne in stato di gravidanza ed anziani, qualora nei siti interessati le concentrazioni di inquinanti fossero state rilevate (o sono rilevate) e la popolazione fosse stata informata (o è informata). In caso affermativo, di procedere nei confronti dei responsabili anche con provvedimenti di natura cautelare a tutela della salute della popolazione e dell’ambiente e per ripristinare la legalità eventualmente violata.

Gianni
Inserita il giorno 22 gennaio 2010 - Sanit
Legge n. 104/92 sui disabili psichici

Sono tutore di mia sorella disabile psichica riconosciuta tale dalla L.104/92.
Mia madre è vedova, quindi il 20% della sua pensione è destinata al disabile.
Mia madre vive per forza con me, altrimenti... Cardiopatica, diabetica, Ictus di recente, ect.
Mia sorella è in un Istituto, a casa è impossibile accudirla. Noi da circa 40 anni siamo sempre andati a trovarla ogni settimana, e da circa 25 anni tutte le feste e domeniche, in quanto d'accordo con il dottore, si è arrivati a una conclusione che la celebrazione della messa, la visita di altre persona nel reparto dove risiede, porta la disabile a essere più gestibile per tutta la settimana.
Lei senza polemiche, alla domenica sarebbe sempre disponibile?
Fa parte della famiglia l'essere disponibile, ma ci sono purtroppo molte spese che non vengono riconosciute dagli Enti preposti, anzi ti chiedono ulteriori denari, anche vista la situazione economica. Visto che faccio parte di una piccola assocciazione famiglie Le dico che purtroppo ci sono molte persone e famiglie in queste situazioni.
La domanda per chiudere è: se mio Padre fosse vivo non ci sarebbe stato nessun problema, il Comune non richiederebbe soldi, anzi quest'anno si sarebbe potuto avere il bonus di 1.000 euro stanziato dal governo, e si potrebbe dedurre anche le spese di aiuto per il disabile, e il tutto, è perche quel famoso 20% destinato al disabile in quanto un genitore è vedovo supera anche per i disabili psichici L.104/92 la somma di euro 2840,51.
La Legge per tutti, e ferma in parlamento da più di 10 anni. Lo trovate giusto?

Domenico
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