Mi chiamo Alessandra e scrivo da Roma.
Alcuni giorni fa mi stavo recando in automobile, a velocità sostenuta, dal veterinario, con il gatto bisognoso di cure immediate in quanto diabetico e in preda ad una crisi. Mi è stata notificata una multa per eccesso di velocità, che ho ricevuto nei giorni successivi.Posso fare ricorso appellandomi al fatto che avevo una situazione grave e urgente, ovviamente provandola, che non mi permetteva di rispettare il codice della strada?
Rispettare il codice è un dovere di tutti, ma oggi è così poca l’attenzione per gli animali che se ho trasgredito sono fiera di averlo fatto e di avere ancora al mio fianco un caro amico (il mio gatto, secondo il parere di alcuni medici, doveva essere soppresso anni fa, ma ancora resiste e riesco a concedergli una vita dignitosa e “quasi” normale).
Alessandra
Ad Alessandra rispondiamo che, purtroppo, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 22365/2008, ha accolto il ricorso del Ministero dell’Interno contro l’annullamento di una multa per eccesso di velocità riconosciuto da un Giudice di Pace ad una veterinaria che aveva superato i limiti di velocità proprio “per potere arrivare in ambulatorio il prima possibile per salvare un cane da un pericolo grave non altrimenti evitabile”.
Ad avviso del Giudice di Pace alla veterinaria doveva essere applicata l’esimente per aver agito in stato di necessità, in quanto il Codice della Strada era stato violato per salvare un “essere vivente”.
La Suprema Corte ha però sottolineato che “lo stato di necessità è riferito esclusivamente al danno grave alla persona e dunque agli esseri umani, non a qualunque essere vivente, compresi gli animali, come erroneamente ritenuto dal Giudice di Pace”.