Se l'albergo rovina la vacanza...

Rosa di Campobasso ci scrive: "Questa estate ho acquistato un soggiorno alberghiero nel Mar Rosso, scegliendo l’albergo e il volo aereo sul catalogo di un’agenzia viaggi.

Una volta sul posto, sia io che i miei familiari, abbiamo notato che la camera che ci è stata messa a disposizione era completamente diversa da quella presentata nel catalogo: angusta e in cattivo stato. Anche la piscina era quasi completamente all’ombra a causa di un altro albergo confinante, che nelle foto del catalogo era stato opportunamente cancellato per fare spazio ad un bel cielo. Questo e questo è quello che ci ha fatto indispettire maggiormente, perché contavamo di usufruirne in modo particolare.

Mi hanno riferito che avendo effettuato la vacanza all’estero, non potrò essere risarcita perché al di fuori del territorio in cui è applicabile la Legge italiana.

Com’è possibile?
Rosa
Campobasso"
 
 
La signora ha tutte le ragioni per chiedere un risarcimento in quanto il soggiorno è stato comunque acquistato scegliendo l’albergo in un catalogo di un tour operator italiano, quindi soggetto alla nostra normativa. Non solo: avendo acquistato anche il volo aereo, la vacanza della signora che ci scrive rientra nella regolamentazione dei pacchetti turistici, che offre ai clienti dei tour operator particolari garanzie (d.lgs 206/2005 “Codice del Consumo”).

Se le caratteristiche effettive riscontrate in loco sono diverse, in quanto peggiorative, da quelle rappresentate nel catalogo è sicuramente dovuto un risarcimento alla turista, in quanto il servizio fornito non è conforme con quello acquistato.

In questi casi, per poter ottenere il risarcimento, occorre essere in grado di provare la difformità riscontrate: sarebbe sempre bene effettuare almeno fotografie in loco, anche con il cellulare, per poter dimostrare esattamente la condizione dei locali ed inviare mentre si sta soggiornando un fax di contestazione al tour operator e all’albergo stesso.

Tanto meglio, ovviamente, se la reale condizione dell’albergo potrà essere confermata anche da uno o più testimoni.

La signora che ci scrive, entro 10 giorni dal proprio rientro in Italia, avrebbe dovuto inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al tour operator e, per completezza, all’agenzia viaggi che ha vendito il pacchetto viaggio + albergo, chiedendo il risarcimento per “Vacanza rovinata” e documentando la non conformità dell’albergo rispetto alle caratteristiche indicate sul catalogo.

Il diritto al risarcimento si prescrive comunque entro un anno dal rientro del viaggiatore, quindi permane indipendentemente dall’invio della raccomandata entro i tempi stabiliti.

Seguendo questa procedura, spetterà al Giudice decidere in via equitativa l’esistenza e la quantificazione del danno (Giudice di Pace per cause di valore inferiore ad Euro 2.582,28 (le vecchie 5 milioni di lire).

Diverso sarebbe stato il caso di un soggiorno acquistato direttamente dall’albergo all’estero, magari con carta di credito. In questo caso la causa di risarcimento, soggetta alle Leggi dello Stato in cui ha sede l’albergo, andrebbe effettuata direttamente all’estero con un avvocato corrispondente in loco.

Abbiamo risposto a Rosa anche dagli studi di Vivere Meglio, su Rete4:
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