L'Associazione
Europa
Istituzioni
Guida del Cittadino
NOI CITTADINI, Difendiamoci
Malati in carcere, Epatite c per il 40% dei detenuti
Malati in carcere, Epatite c per il 40% dei detenuti

Secondo un’indagine epidemiologica statistica, condotta nel 2007 in 14 delle 205 carceri italiane, il 38% dei detenuti risulta affetto da infezione da Epatite C. I risultati sono stati resi noti durante la presentazione del protocollo d’intesa tra il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio ed EpaC onlus per garantire la sensibilizzazione e la prevenzione sul tema fra i reclusi dei 14 istituti penitenziari della regione. Nel mondo si stima che una persona su 12 ha l’epatite B o l’epatite C ma la maggiore parte non lo sa ancora. EpaC onlus è l’unica struttura no-profit nazionale operante nel settore informativo e di counselling per i malati di epatite che, ad oggi, ha fornito consigli e consulenze ad oltre 60.000 pazienti, familiari, operatori sanitari e cittadini.

L’associazione fornisce informazioni e sostegno alle persone che vivono da vicino il problema dell’epatite e promuove campagne di educazione, informazione e prevenzione. EpaC negli ultimi anni si è anche avvicinata alla ricerca finanziando quattro studi scientifici. "La situazione sanitaria nelle carceri italiane è delicata- spiega il Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni- soprattutto in questo momento di passaggio delle competenze sanitarie penitenziarie dal ministero della Giustizia alle Asl che, nella maggior parte dei casi, hanno gravi disagi economici. Secondo i dati, circa il 40% dei reclusi hanno l’epatite. Noi abbiamo già avviato una campagna di prevenzione e informazione distribuendo nelle carceri oltre seimila opuscoli multilingue sulle malattie più diffuse in carcere: Hiv, Tubercolosi, Epatiti Virali e malattie psichiatriche. Grazie all’accordo con EpaC onlus, garantiremo più efficacemente il diritto alla salute dei reclusi e a migliori condizioni di vita nelle carceri".

Nelle carceri di tutto il mondo è segnalata un’alta prevalenza di infezioni virali croniche, e in particolare di epatite cronica C, correlabile alle particolari tipologie socio-comportamentali più rappresentate tra i detenuti: tossicodipendenti per via endovenosa, senza fissa dimora, soggetti con dipendenza alcolica, malati psichiatrici. "Esistono condizioni che favoriscono la diffusione dell’infezione da HBV e HCV- spiega il dottor Lorenzo Nosotti, internista epatologo dell’Istituto San Gallicano- come la concentrazione di soggetti a rischio, il sovraffollamento, l’uso comune di rasoi e taglia unghie oltre al rischio di trasmissione sessuale con rapporti omosessuali. Un altro problema è la pratica dei tatuaggi con strumenti non sterili. Date questo premesse, da un’indagine epidemiologica in 14 carceri risulta che il 38% dei detenuti ha infezione da HCV, mentre il 6,7% presenta infezione manifesta da HBV (HBsAg+) e il 52,6% infezione occulta da HBV (anti-HBc+ con HBsAg-), mentre la sieropositività per HIV è del 7,5%".  (Fonte: dire.it)

Pubblicata il 2009-10-06
Associazione senza fini di lucro "Europa dei Diritti" - via Guicciardi, 7 - 42100 Reggio Emilia - Fax 0522 019966 - email: info@europadeidiritti.com
Recapito U.E.: Rue Abbe Cuypers, 3 - 1040 Bruxelles - Belgium - Costituita con atto pubblico il 16/01/2004, notaio Dolores Maria Scafa di Reggio Emilia - Codice Fiscale 02084370358