Il bando del governo cinese affossa le criptovalute

Per il mercato delle criptovalute è un momento nero. Nel corso degli ultimi giorni la stragrande maggioranza dei token più popolari, a partire da Bitcoin, hanno visto scendere le quotazioni a ritmi che fanno temere un vero e proprio collasso.
Basta in effetti dare un rapido sguardo agli ultimi dati per capire cosa stia accadendo. Se l’icona di Satoshi Nakamoto ha lasciato sul terreno quasi il 20% del suo valore nel corso degli ultimi sette giorni, ancora peggio è andata al suo grande rivale, Ethereum, il cui calo sfiora il 30%. Mentre Binance Coin, la quarta criptovaluta in ordine di grandezza, è calata addirittura del 38%.
Una vera e propria catena di vendite che prosegue ormai dalla dichiarazione rilasciata da Elon Musk sulla dannosità ambientale del Bitcoin, e che nel corso delle ultime ore si è rinvigorita a causa delle notizie provenienti dalla Cina. Ove il governo ha in pratica messo al bando gli asset digitali, invitando a non acquistarli a causa di una volatilità troppo pronunciata.
Una notizia che è andata a mixarsi con le preoccupazioni sull’inflazione che stanno zavorrando in questo momento tutti i mercati finanziari. In pratica chi può cerca di liberarsi di asset rischiosi e in questa logica proprio il denaro virtuale è destinato a pagare dazio più di altri beni.
La speranza è naturalmente che si tratti di un momento negativo, ma già da più parti si afferma la fine di un fenomeno, quello della finanza alternativa, che è da anni indicata alla stregua di una vera e propria bolla.

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