Genova protesta contro l’accordo per la cessione di Aspi a CDP

L’accordo tra Stato e Autostrade per la cessione delle quote di Aspi a Cassa Depositi e Prestiti sta sollevando notevoli polemiche, in particolare a Genova. I termini della pattuizione, infatti, agli occhi di molti rappresentano un vero e proprio premio, quindi del tutto indigeribile, verso un modello gestionale che ha causato uno dei più gravi disastri della storia repubblicana.
Come dimostrano gli oltre trecento manifestanti che si sono radunati nel tardo pomeriggio di ieri di fronte al palazzo della Prefettura del capoluogo ligure, per esprimere un deciso diniego all’ipotesi di cui si parla in queste ore. Ovvero al pagamento di 9,5 miliardi al concessionario per la cessione delle quote. Contro il quale si sono espressi parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti di svariati comitati e movimenti. In particolare è stata Egle Possetti, presidente del Comitato dei parenti delle vittime del Ponte Morandi ad affermare che l’unica strada in grado di rendere giustizia a chi è morto è l’annullamento della concessione all’origine.  Il quale, a differenza di quanto accadrebbe con la revoca, non comporterebbe alcun indennizzo.
Tra i tanti partecipanti all’iniziativa, c’era anche Ferruccio Sansa, ex candidato governatore alle passate regionali, il quale ha precisato che l’intento della manifestazione era quello di portare all’opinione pubblica l’obiettivo da perseguire, quello di un ritorno delle autostrade allo Stato, ma senza alcun euro di spesa. A differenza di quanto accadrebbe con il ventilato accordo che premierebbe la precedente gestione con ben 9,5 miliardi di euro. I quali sono evidentemente visti alla stregua di un affronto, soprattutto da chi ha perso i propri cari nel disastro del Ponte Morandi.

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