Da Francoforte parte la sfida di Massimo Romagnoli
di Redazione
22/06/2026
Per anni gli italiani all’estero sono stati evocati nel dibattito pubblico quasi esclusivamente in occasione delle elezioni, delle emergenze consolari o quando i dati sull’emigrazione tornavano a segnalare una nuova crescita delle partenze dall’Italia. Oggi, però, sta emergendo un approccio differente, che prova a considerare le comunità italiane residenti fuori dai confini nazionali come un soggetto stabile della vita politica europea.
È questo il messaggio che arriva da “Nasce l’Europa degli Italiani”, il grande incontro organizzato il 13 giugno a Francoforte da Massimo Romagnoli, responsabile Italiani nel Mondo di Alternativa Popolare, presidente della V Commissione del CGIE dedicata alla promozione del Sistema Italia e del Made in Italy all’estero e presidente della Confederazione degli Imprenditori Italiani in Europa.
L’evento ha riunito circa trecento delegati provenienti da oltre venti Paesi europei e ha rappresentato un passaggio importante nella strategia che Alternativa Popolare sta costruendo in vista del rafforzamento della propria presenza internazionale e delle prossime elezioni dei COMITES.
La scelta di Francoforte appare fortemente simbolica. La città ospita la Banca Centrale Europea, rappresenta uno dei principali poli economici dell’Unione ed è uno dei territori con la più significativa presenza italiana in Germania.
L’obiettivo politico dichiarato è superare una visione tradizionale dell’emigrazione italiana.
“Gli italiani nel mondo non sono cittadini di serie B. Sono professionisti, imprenditori, lavoratori e portatori di relazioni internazionali che possono contribuire concretamente allo sviluppo del Paese”, ha spiegato Romagnoli nel corso del suo intervento.
Il tema centrale diventa quindi la rappresentanza. Non soltanto in senso elettorale, ma come capacità di costruire una rete europea stabile che metta in collegamento le comunità italiane distribuite sul continente.
Il progetto si inserisce all’interno del percorso che Alternativa Popolare sta portando avanti nel Partito Popolare Europeo, la famiglia politica che riunisce molte delle principali forze moderate e popolari dell’Unione.
Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri, Paolo Alli, presidente nazionale di Alternativa Popolare ed ex segretario generale dell’Assemblea parlamentare della NATO, e Tobias Hans, già Ministro-Presidente del Saarland ed esponente della CDU tedesca.
La presenza di figure provenienti da contesti politici e istituzionali differenti evidenzia la volontà di costruire una piattaforma di dialogo che abbia una dimensione pienamente europea.
I temi affrontati durante la giornata hanno riguardato questioni molto concrete: l’efficientamento dei servizi consolari digitali, la tutela previdenziale, l’accesso ai fondi europei, il sostegno all’imprenditoria italiana all’estero, la creazione di reti professionali e la formazione delle nuove generazioni.
Una parte significativa del dibattito si è concentrata anche sul ruolo economico delle comunità italiane all’estero.
Secondo Massimo Romagnoli, il Made in Italy non può più essere considerato esclusivamente un insieme di prodotti da esportare, ma un sistema composto da persone, relazioni e competenze distribuite in tutta Europa.
“Il Made in Italy è un patrimonio che vive anche fuori dai confini nazionali. Dobbiamo trasformare questo capitale umano e reputazionale in una leva strutturata di sviluppo per il Paese”, ha dichiarato.
L’evento di Francoforte non nasce come un appuntamento isolato. L’intenzione è quella di renderlo un momento ricorrente e di sviluppare gruppi di lavoro permanenti su alcuni dossier prioritari che riguardano milioni di connazionali residenti all’estero.
Sul piano politico emerge un elemento preciso: il tentativo di costruire un nuovo modello di partecipazione che affianchi alla tradizionale rappresentanza parlamentare una presenza più radicata nei territori europei, attraverso reti civiche, professionali e associative.
In una fase storica in cui l’Europa è chiamata a confrontarsi contemporaneamente con competitività economica, transizione energetica, sicurezza e coesione sociale, il ruolo delle comunità italiane all’estero torna a occupare uno spazio centrale nel dibattito pubblico.
La scommessa lanciata da Francoforte è trasformare una diaspora diffusa in una comunità organizzata, capace di dialogare con le istituzioni europee e di diventare un interlocutore stabile nelle politiche che riguardano il futuro dell’Italia e dell’Europa.
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