Secondo un tribunale olandese, gli accordi di Parigi vincolano anche le compagnie petrolifere

La sentenza pronunciata da un tribunale olandese può essere definita storica: Royal Dutch Shell deve tagliare i suoi obiettivi di emissioni di gas serra e riportarli nell’alveo degli accordi di Parigi. In pratica, il pronunciamento afferma che la compagnia “deve ridurre la sua produzione di Co2 e quella dei suoi fornitori e acquirenti entro la fine del 2030 di un netto del 45% rispetto ai livelli del 2019″. La decisione presa, inoltre, deve essere eseguita immediatamente.
Il caso, il quale era stato definito “il popolo contro Shell”, era stato sollevato nel corso del 2019 dalla filiale olandese di Friends of the Earth (Milieudefensie), cui si erano accodati altri sei gruppi e più di 17mila cittadini olandesi. I ricorrenti avevano chiesto alla corte di imporre la riduzione, affermando che Shell avrebbe dovuto raggiungere gli obiettivi di emissioni contenute negli accordi sul clima di Parigi del 2015.
La sentenza è stata definita storica per un motivo abbastanza semplice: apre infatti la strada alle tante vertenze in cui sono implicati i colossi petroliferi, in ogni parte del globo. Tanto da spingere gli azionisti di Exxon Mobil a dare vita ad un’assemblea immediata con il preciso intento di accelerare in direzione della transizione ecologica.
La stessa che dovrà intraprendere anche Shell, la quale era una delle aziende accusate di “greenwashing”. Ovvero di promuovere campagne mediatiche con l’intento di ingannare l’opinione pubblica, affermando di perseguire strategie sempre meno impattanti sull’ambiente le quali, all’atto pratico, vanno nella direzione esattamente contraria. Una strategia che ora, alla luce della sentenza olandese, non sarà più possibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *