Regno Unito, pub strapieni dopo le riaperture

Pub strapieni nel Regno Unito dopo la riapertura avvenuta il 12 aprile, al termine di mesi di lockdown. Tanto che ora si prospetta il rischio che possano restare a secco, stante l’incapacità dei produttori di rispondere alla domanda di birra proveniente dai locali.
A riferirlo è il Financial Times, il quale riprende i dati pubblicati da Oxford Market Watch, che attesterebbero come le vendite complessive di birra nei pub nel corso della prima settimana di riaperture in Inghilterra abbiano superato del 12% quelle fatte registrare nel corso degli stessi sette giorni del 2019, anche per effetto delle buone condizioni climatiche. Ancora il Financial Times pubblica poi un altro dato, ovvero quello relativo al fatto che solo il 40% dei 37.500 pub del Regno Unito abbia abbastanza spazio esterno per poter continuare ad aprire. Va ricordato, infatti, che almeno sino al 17 maggio è possibile accogliere clienti soltanto all’aperto.
Proprio l’approssimarsi della riapertura anche al chiuso sta però provocando fibrillazioni di non poco conto da parte dei gestori dei locali. Le difficoltà nei rifornimenti, infatti, potrebbero ripercuotersi in maniera negativa su un settore importante per i consumi britannici. Il quale conta sul ritorno dei giovani dal resto dell’Europa per riavere una normalità frustrata nel corso dell’ultimo anno dal Covid.
Resta da capire se i produttori saranno in grado di fare fronte alla richiesta, cosa al momento non certo scontata. Secondo Jean-David Thumelaire, direttore delle vendite di Budweiser, nessuno si attendeva quello che sta accadendo in questo periodo, con richieste triple rispetto alle attese. Un dato confermato da Heineken, che ha dovuto addirittura limitare temporaneamente a tre fusti l’ammontare di Birra Moretti e Amstel che può essere ordinata dai pub.

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