L’OMS approva Sinovac, il secondo vaccino cinese

Mentre ripartono le voci che vorrebbero il Covid creato in laboratorio vengono registrati una ventina di nuovi casi nella città cinese di Guangzhou, l’Organizzazione Mondiale della Salute ha dato il suo benestare a Sinovac, il secondo vaccino cinese. L’omologazione d’urgenza al vaccino anti-Covid prodotto dell’azienda cinese assicura in pratica l’assoluto rispetto degli standard internazionali  in tema di fabbricazione, sicurezza ed efficacia. A darne conferma è stata una nota diffusa dalla stessa agenzia delle Nazioni Unite.
Sinovac prevede la somministrazione di due dosi ad intervalli temporali che possono andare dalle due alle quattro settimane. E può essere somministrato a persone di età pari o superiore a 18 anni.
La decisione presa dagli esperti dell’OMS, consente quindi una ulteriore integrazione n
el sistema internazionale “Covax”, per la distribuzione globale dei sieri anti-Covid, a tutto vantaggio dei Paesi svantaggiati. A spiegarlo è stata in particolare Mariangela Simao, vicedirettore dell’organizzazione. La quale non ha avuto eccessive remore nel mettere in evidenza le sempre più accentuate disuguaglianze globali messe in evidenza dalla pandemia. Coi Paesi più forti i quali hanno già potuto dare vita alle vaccinazioni di massa e quelli più poveri in attesa di poter ricevere i vaccini, che sono peraltro proibitivi a livello di costo per molti di loro.  E i cui governi saranno molto poco interessati alla discussione di carattere prettamente propagandistico che sta nuovamente infuriando sull’origine del virus.
Ora non resta che attendere le prossime mosse del governo cinese, il quale sembra dal canto suo intenzionato a sopperire alle magagne mostrate sinora dal sistema distributivo, che si è concentrato sui Paesi dell’Occidente ricco a tutto discapito degli altri. 

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