La Commissione Europea boccia lo stop ai licenziamenti

La Commissione Europea ha bocciato il blocco dei licenziamenti adottato dal governo italiano al fine di cercare di far fronte alla situazione creata dal Covid. Ancora una volta, quindi, gli organismi UE decidono di adottare una ricetta ultraliberista, ad onta delle tante sconfessioni arrivate nel corso degli anni ad opera della realtà.
La bocciatura è destinata a sollevare ulteriori polemiche, proprio per le motivazioni che ne sono alla base. Ovvero l’affermazione abbastanza temeraria in base alla quale un blocco di questo genere andrebbe a detrimento dei precari. Ovvero dei lavoratori a tempo determinato, le cui esigenze sarebbero a questo punto meglio tutelate rendendo precari tutti gli altri.
Un parere il quale sembra destinato ad incidere sulla prossima attività di governo. Soprattutto alla luce del fatto che sposa la linea di Mario Draghi e di Confindustria, a detrimento di Lega, PD e sindacati.
Resta naturalmente da vedere se il giudizio arrivato dalla Commissione Europea sarà brandito alla stregua di una clava dal Presidente del Consiglio, o se Draghi proverà a cercare una mediazione. Anche in considerazione del fatto che ormai l’esecutivo sembra pericolosamente inclinare verso una direzione la quale sembra destinata a tramutarsi in una vera e propria rotta di collisione con una parte della sua maggioranza. Cui peraltro si è affiancata in questa occasione la Lega, consapevole che eliminare il blocco dei licenziamenti potrebbe aprire un varco estremamente pericoloso per gli interessi elettorali del partito di Matteo Salvini. La cui scommessa su Draghi, potrebbe infine rivelarsi alla stregua di un vero e proprio autogoal.

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