Christine Lagarde tuona contro le criptovalute

epa08760953 YEARENDER 2020 PERSONALITIES European Central Bank President Christine Lagarde during an EU Eurogroup finance ministers' meeting at the European Council in Brussels, Belgium, 20 January 2020. Lagarde is the first female President of the ECB. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

Le criptovalute sono ormai un tema di stretta attualità, in ogni parte del globo. Sollevando una discussione politica di non poco conto, alla luce della loro ambizione di andare rompere il monopolio esercitato da banche e finanza tradizionale.
Ambizione la quale, però, è da tempo oggetto di sospetto da parte delle istituzioni politiche, le quali temono con tutta evidenza la tensione all’anonimato del denaro digitale, il quale potrebbe in ultima analisi favorire il riciclaggio dei capitali sporchi e l’evasione fiscale.
A rievocare queste pericolose caratteristiche è stata di recente anche Christine Lagarde. La governatrice della Banca Centrale Europea, infatti, non ha esitato ad additare Bitcoin e Altcoin come uno strumento privilegiato per l’economia criminale. Parole le quali sono andate a riprendere gli argomenti già espressi da Janet Yellen durante l’audizione di fronte ai rappresentanti del Congresso in occasione della sua recente nomina a Segretario del Tesoro nell’ambito della nuova amministrazione Biden.
Un atteggiamento il quale ha sollevato notevoli timori tra le aziende impegnate nell’innovazione finanziaria. Le quali temono interventi da parte dei governi tesi a porre paletti di non poco conto, in nome della necessità di regolamentare il fenomeno in modo da assicurare sicurezza agli investitori. Un timore del resto giustificato da quanto avvenuto di recente in Turchia, ove la banca centrale ha in pratica bandito il denaro digitale a partire dal 30 aprile. Una decisione che ha non solo provocato lo smottamento della quotazione di Bitcoin, ma anche spinto molti a pensare che altri governi mondiali potrebbero presto seguire la stessa strada. Se ciò avvenisse, per gli asset digitali sarebbe un vero e proprio disastro.

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