L'Associazione
Europa
Istituzioni
Guida del Cittadino
novembre 2012 - Consumatori

Vivo a Milano, sono invalida e non posso deambulare, di conseguenza non posso recarmi personalmente nei negozi e, nello specifico, nelle farmacie.

Nell'ultimo periodo capita sempre più spesso che mi vendano prodotti in una confezione non integra.
La causa, secondo loro, è la crisi e la riduzione del personale di controllo nelle fabbriche.
Le badanti che si alternano e che si recano in farmacia al mio posto (purtroppo non ho un aiuto fisso) non fanno rilevare al farmacista, all'atto dell'acquisto, il difetto del prodotto, forse per timore o per disinteresse.
Quando mì arriva a casa non posso fare altro che constatare il difetto ma quando chiedo al farmacista il cambio della merce ottengo un rifiuto (il più delle volte con sgarbo) oppure l'invito a rivolgermi ad un altra farmacia.
La qual cosa nella mia condizione crea un disagio notevole come tempo e soldi perchè devo mandare la badante molto lontano da casa, privandomi così del suo aiuto e pagandola per il tempo impiegato.
Si tratta dell'acquisto di prodotti molto necessari (ad es: garze o guanti o altro) per effettuare medicazioni.
Cosa può fare un consumatore in questo caso?
Mi sono rivolta persino alla ditta produttrice sperando che potesse sanare la questione, ma invano.
Tutto viene demandato al farmacista e alla sua volontà di voler trattare più o meno bene il cliente.
Non so più cosa fare ma, per la mia condizione di malattia, il rapporto con la farmacia è essenziale.

La risposta del nostro consulente:

Il codice del consumo tutela il consumatore prevedendo l’obbligo del venditore di consegnare beni conformi al contratto di vendita (art. 129 cod. cons.), dovendosi intendere come tali i prodotti che si presentano sostanzialmente corrispondenti a quanto ci si potesse ragionevolmente aspettare da beni del medesimo genere.

Pertanto vedendosi recapitati i prodotti in una confezione non integra è Suo diritto rivolgersi al farmacista per ottenere la sostituzione degli stessi ai sensi dell’art. 130 cod. cons., senza alcuna spesa a Suo carico.
Da quanto mi dice, ha già tentato infruttuosamente questa strada.
Il legislatore ha contemplato l’eventualità del rifiuto del venditore, prevedendo in tal caso la facoltà del consumatore di richiedere in alternativa una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del
contratto, cioè la restituzione del prodotto a fronte della ripetizione del prezzo pagato.
Non è infine esclusa la possibilità di esercitare, in via cumulativa o autonoma rispetto ai rimedi anzidetti, un’azione di risarcimento del danno, che tuttavia nel Suo caso ritengo non risolverebbe i problemi da Lei esposti e non risulterebbe proficua facendo un bilancio tra costi e benefici.

Inoltre la Sua situazione è complicata dal fatto che non è Lei direttamente ad acquistare i prodotti in questione, bensì la badante.

Tecnicamente infatti è quest’ultima a concludere il contratto di compravendita con il farmacista, sebbene nel Suo interesse, e dunque spetterebbe a lei, al momento dell’acquisto (che costituisce il momento della “consegna” previsto dalla norma), a dover evidenziare il difetto del prodotto.
Mi sembra di capire che Lei sia restia ad insistere con le badanti affinché queste facciano valere i Suoi diritti nei confronti dei commessi della farmacia, probabilmente temendo di perdere
l’aiuto di cui necessita e del quale già non beneficia in modo continuativo.
Il mio suggerimento è dunque quello di rivolgersi ad una Farmacia che esegue servizio di consegna a domicilio, che potrà facilmente trovare in una città grande come quella in cui vive. In questo modo Le sarebbe possibile sollevare immediatamente e personalmente le contestazioni che eventualmente si renderanno opportune, e nel contempo non pagare le Sue assistenti per il tempo necessario allo
svolgimento di tali commissioni.
Le segnalo inoltre che esistono servizi attivati dai Comuni per la consegna gratuita a domicilio dei farmaci a beneficio di malati cronici e invalidi. 

Associazione senza fini di lucro "Europa dei Diritti" - via Guicciardi, 7 - 42100 Reggio Emilia - Fax 0522 019966 - email: info@europadeidiritti.com
Recapito U.E.: Rue Abbe Cuypers, 3 - 1040 Bruxelles - Belgium - Costituita con atto pubblico il 16/01/2004, notaio Dolores Maria Scafa di Reggio Emilia - Codice Fiscale 02084370358