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marzo 2011 - Vita Sociale

Siamo una coppia rumena, genitori di Simona, nove anni (nata nel 2002 a Roma).

La nostra bambina ha frequentato prima e seconda elementare in Romania con ottimo profitto.

A settembre 2010 l'abbiamo portata in Italia e l'abbiamo iscritta in terza elementare a scuola di XX (ndr: in Emilia Romagna). La scuola ha deciso di farle frequentare la classe seconda per imparare la lingua italiana mentre rimaneva anagraficamente iscritta in terza. A novembre le maestre hanno detto che, per quanto riguarda la lingua italiana, la bambina può essere inserita in terza, ma questo inserimento è stato sempre rimandato.

A febbraio 2011, la bambina è stata "trasferita automaticamente in classe seconda", anche se non ha problemi nè d'inserimento, nè d'apprendimento.

Il dirigente scolastico dell'Istituto rifiuta di parlare con noi, genitori.

Come si accorda questo con la legge (D.P.R. 722/1982) che dispone che: "gli alunni figli di lavoratori stranieri residenti in Italia che abbiano la cittadinanza di uno dei paesi membri della Comunità europea sono iscritti alla classe della scuola d'obbligo successiva, per numero d anni di studio, a quella frequentata con esito positivo nel paese di provenienza"?

 

 

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