Vorrei porre l’attenzione sugli innumerevoli modi di pagare l’abbonamento alla RAI TV.
Tutti comportano un certo balzello e, quasi tutti, una coda ad uno sportello.
Consideriamo il più economico: Ufficio Postale.
Ogni conto corrente postale ha un n.ro di conto e, essendo le Poste, per certi aspetti, un Istituto di credito, ha anche un codice IBAN.
Se da qualche parte venisse indicato il codice IBAN del conto Banco Poste relativo all’abbonamento RAI TV si potrebbe pagare l’abbonamento mediante un bonifico bancario.
Moltissimi cittadini hanno un conto corrente on-line accessibile via Internet. La percentuale di questi conti si aggira sul 7% ed è in continua forte crescita.
Perché non favorire questi cittadini consentendo loro di pagare l’abbonamento senza alcun balzello e senza alcuna coda?
Oggi questo è possibile per tutte le utenze (Telecom, Enel, Eni, ecc) e per moltissimi altri tipi di pagamento anche nei confronti di Enti Locali quali i Comuni.
E la RAI?
Perché non fornisce il codice IBAN ai cittadini?
Spett.le Associazione,
Vi scrivo per segnalarvi che sabato 15 Maggio 50 famiglie di Gorgonzola hanno manifestato civilmente per gli assurdi rincari imposti dal Comune di Gorgonzola per la retta dell'asilo nido.
L'aumento varia dal 34%(per il tempo pieno) al 64% (per mezza giornata).
Vi ricordo che l'asilo nido è un servizio a cui le famiglie si rivolgono perchè durante il giorno lavorano e
non hanno i nonni a disposizione.
L'avviso inoltre ci è stato recapitato all'ultimo momento in fase di reiscrizione.
Già dall'anno scorso il comune era in perdita perchè trattasi di una nuova struttura in cui sono stati
impegnati un sacco di soldi(1,250 Mil.).
Si è deciso ugualmente di aprirlo in pompa magna, facendosi un sacco di pubblicità.
Quest'anno la brutta sorpresa, senza peraltro aver avuto con la giunta comunale nessuno spiraglio
di contrattazione.
Siamo determinati a continuare la protesta perchè crediamo che i rincari, proprio in un momento come questo, siano insopportabili per le famiglie che ogni giorno si confrontano per arrivare alla fine del mese!
La ns. situazione è stata riportata da varie testate giornalistiche fra cui "Il Giorno" e la "Gazzetta della Martesana".
Vi chiedo se potete darci una mano nella divulgazione della ns. protesta.
Cordiali Saluti
Vi scrivo per farvi presente un mio problema che però credo sia comune a molti!
Nel 2006 ho preso una multa con autovelox per eccesso di velocità. Avendo io superato il limite consentito in quel tratto di strada, ho pagato la multa entro i termini indicati e mi sono presentata per comunicare che ero io che guidavo la macchina. E qui comincia il mio iter…
Alla stazione della Polizia Municipale di Codevigo ho trovato una vigilessa che ha preso nota dei miei dati, annotandoli su un pezzo di carta. Ho chiesto se servisse dare la patente, se mi veniva rilasciata una carta; risposta “non si preoccupi Signora, basta inserire il suo nome in computer e facciamo tutto”. Se non ci possiamo fidare dei tutori della legge, di chi allora?
Purtroppo dopo alcuni mesi mi arriva una raccomandata in cui mi vengono richiesti 724 euro perché non mi sono presentata al comando della Polizia a comunicare chi guidava la macchina. Ovviamente mi reco dalla Polizia Municipale, la prima volta parlo con la vigilessa che dice di non sapere nulla e la seconda parlo con il comandante in persona che mi dice “ha una carta che prova quanto sta dicendo? No, quindi deve pagare”.
E qui, scusate, ma mi viene proprio da pensare che facciano apposta!
Credendomi vittima di un abuso mi rivolgo all’associazione XXX di Padova che si occupa proprio delle ingiustizie commesse nei confronti degli automobilisti. Pago prontamente la quota d’iscrizione di 100 euro e mi viene detto che penseranno a tutto loro. Ogni tanto chiamo per chiedere informazioni e mi viene risposto “Signora non si preoccupi pensiamo a tutto noi”.
Le ultime parole famose!
Preciso che non mi è mai stato comunicato nulla né telefonicamente né tramite mail, né di persona e che nemmeno mi è mai stata inviata nessuna documentazione in merito.
Dopo un anno e qualche mese dalla mia iscrizione all’XXX mi arriva un’altra raccomandata, sempre dalla Polizia Municipale, in cui mi viene detto che avendo perso io il ricorso e non avendo ottemperato a quello che mi veniva chiesto nella sentenza devo pagare oltre alla multa anche le spese legali! Quando mi rivolgo all’XXX - nello specifico all’Avvocato YYY - per chiedere spiegazioni in merito al fatto che non sono stata informata di nulla; mi viene risposto che non sono loro che devono comunicare le varie fasi del ricorso, ma che è l’utente che si deve interessare (peccato che io l’abbia fatto ma non abbia mai avuto nessun riscontro!).
Comunque l’avvocato mi dice che non mi devo preoccupare perché io posso scegliere se pagare la multa pecuniaria o farmi decurtare i punti. Ovviamente scelgo la decurtazione dei punti. Mi invita quindi a non pagare la multa ed in automatico la Polizia Municipale, non vedendo arrivare il pagamento della multa, toglie i punti.
Infatti dopo alcuni mesi mi arriva una comunicazione della Motorizzazione che mi hanno decurtato i punti. Finalmente, penso io, ho concluso questa vicenda… Ed invece no!
A fine aprile 2010 mi arriva una lettera (non raccomandata) sempre della Polizia Municipale dove mi viene intimato di pagare 301,60 euro entro 10 giorni pena il fermo amministrativo del mezzo o il pignoramento (anche presso terzi), perché sono trascorsi 60 giorni dalla data della sentenza del 05/03/2007 ed io non ho pagato.
Ovviamente ricontatto la Polizia Municipale dicendo che mi sono stati decurtati i punti e quindi il pagamento viene a cadere. Mi viene risposto che non è assolutamente vero e che anzi, non devo pagare 301,60 euro, che si sono sbagliati e invece devo pagare i famosi 724,00 euro. Infatti in data 12/05/2010 mi rimandano un’altra lettera con la cifra corretta.
Ho ricontattato l’XXX che fa finta di nulla, dicono che loro non c’entrano nulla, che non mi possono aver detto cose del genere ed alla mia richiesta di avere tutta la mia documentazione riferita al ricorso, mi viene detto che non c’è! Non esiste più perché sono passati 3 anni.
Anzi, per evitare altre mie telefonate o mail mi danno il numero di un avvocato dicendomi di contattare lui per avere la mia documentazione. Peccato che questo avvocato non facesse ricorsi per conto dell’XXX e infatti mi ha detto che lui serviva solo per la domiciliazione, ma dopo aver visto che le cose non funzionavano come avrebbero dovuto non aveva più contatto con loro da circa 4 anni.
Mi sono rivolta ad altri avvocati i quali mi hanno consigliato di pagare e basta.
Ma io trovo questo sia davvero un abuso nei miei confronti. Possibile non ci sia una soluzione per risolvere questa situazione senza dover per forza pagare? Possibile che non ci sia nessuno che difende i nostri diritti? Purtroppo la maggioranza dei cittadini non ha la possibilità di pagarsi un legale, per questo ci si rivolge alle associazioni. Quasi sempre un legale costa di più di una multa ed è proprio per questo che uno paga e basta.
Ma facendo così queste ingiustizie continueranno sempre!!
Vi racconto l'ennesimo spreco di denaro pubblico e la presa per i fondelli da parte dei Carabinieri di XXX (BG).
Due settimane fa alcuni malviventi si sono intrufolati in casa di mia figlia alle tre di notte mentre lei era in casa a dormire con le bambine, Dopo aver scassinato il portone blindato hanno fatto razzia di tutto, facendo i loro bisogni in bagno e in giardino. Quando, alle quattro e mezza, mia figlia si è svegliata (evidentemente erano stati narcotizzati) con grande coraggio è riuscita a farli scappare, avendoli visti in faccia e avendo preso il numero di targa (eccetto l'ultimo numero).
Chiamati i CC, non sono venuti! Io personalmente mi sono recato in caserma, c'è la luce accesa, ma non risponde nessuno, allora chiamo in 112 e loro mi chiedono perchè non mi rivolgo alla stazione locale e io devo spiegare che loro non sono reperibili; mi dicono “adesso chiamiamo noi” e nel giro di mezz’ora arrivano.
La prima cosa che fanno è chiudere la loro macchina a chiave, perché - come dice uno di loro - “con questi tempi di crisi non si sa mai”.
Quando mia figlia chiede se vogliono fare un sopralluogo per verificare i danni gli rispondono “adesso no, andiamo a dormire perchè abbiamo fatto il turno di notte”. Qualche ora dopo quando riusciamo a sporgere denuncia i CC dicono subito a mia figlia che non si può fare niente tanto non li prenderanno mai, le fanno vedere la foto di una macchina dicendole che sono mesi che la inseguono senza riuscire a beccarla, “anzi se la vedete in paese avvisateci”. Quando lei dice che ha dei sospetti si sente rispondere che “è meglio non fare niente perchè potreste essere voi denunciati”. Riflettete:
1) potevano allertare le stazioni vicine?
2) perchè non hanno controllato la targa visto che è vecchia di almeno dieci anni ma è messa su una macchina di un paio di anni?
3) perchè non hanno chiesto ai vicini visto che a quell'ora alcuni andavano a lavorare? Considerate le grida di mia figlia, è possibile che nessuno abbia sentito?
Le mie nipoti sono ancora scioccate e non riescono a dormire, a casa c'è il pericolo che possano tornare: che garanzia ci offrono questi tutori della legge?
Vorrei fare una segnalazione stradale, prima che capiti un incidente grave.
A Filottrano (AN), in un centro abitato quindi con limite dei 50 km/h, siamo sprovvisti di qualsiasi cosa che rallenti i veicoli in transito ed sono già successi degli incidenti: finora per fortuna non gravi, ma più volte si è rischiato di investire dei bambini.
Non c'è nemmeno un attraversamento pedonale, passano le vetture a più di 100 km/h, c'è anche parecchio transito di veicoli industriali nonostante ci siano i divieti.
Voglio segnalare la cosa, prima che succeda qualcosa di irreparabile.
Spett.le Associazione, la presente per segnalare quanto di seguito:
il sottoscritto ha presentato alla Commissione Europea denuncia di presunta violazione della Direttiva 2005/36/CE da parte del MIUR in merito all'equità di trattamento degli insegnanti in possesso delle qualifiche di insegnante conseguite negli Stati membri (e formalmente riconosciute con Decreto del MIUR) rispetto ai docenti in possesso di qualifica professionale conseguita in Italia. La denuncia è stata protocollata ed è ora allo studio dell'Ufficio Legale della Commissione.
Infatti, con il decreto legislativo del 6 novembre 2007, n. 201, l'Italia ha ratificato la Direttiva Europea 2005/36/CE relativa al sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite all'interno dell'Unione Europea.
Tra queste, ovviamente, quella relativa all'insegnamento. Ciò significa che un insegnante abilitato in Italia consegue il diritto di vedersi riconosciuta l'abilitazione anche negli altri 26 Stati e viceversa.
E' importante precisare che la citata Direttiva precisa in modo inequivocabile, all'art. 4 comma 1 che "Il riconoscimento delle qualifiche professionali da parte dello Stato membro ospitante permette al beneficiario di accedere in tale Stato membro alla stessa professione per la quale è qualificato nello Stato membro d'origine e di esercitarla alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato membro ospitante.".
Questo significa che, una volta completato e superato l'iter necessario al riconoscimento, la qualifica professionale conseguita in uno degli altri 26 Stati dovrebbe essere considerata in tutto e per tutto equiparata a quella conseguita nello Stato ospite e producendo, pertanto, i medesimi effetti.
In ottemperanza a ciò, l'Italia ha previsto che anche i docenti abilitati in Europa possano accedere alla III fascia delle Graduatorie ad Esaurimento, come è giusto che sia, in osservanza del dettato comunitario.
Tuttavia (e questo è l'oggetto della denuncia presentata) il trattamento destinato agli abilitati europei differisce di molto da quello riservato agli abilitati in Italia proprio nell'applicazione della valutazione per la generazione delle graduatorie.
Infatti, solo agli abilitati in Italia il Ministero regala un bonus di ben trenta punti aggiuntivi alla valutazione del titolo di studio, cosa che invece non succede per gli abilitati europei (punto A.4 delle tabelle di valutazione dei titoli). Ciò, senza alcuna apparente o dichiarata motivazione.
Da notare che il bando era aperto a solo quattro ben definite categorie di aspiranti, ovvero:
- chi aveva ottenuto l'abilitazione presso le Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (S.S.I.S.);
- chi aveva ottenuto l'abilitazione presso le Scuole di didattica della musica dei Conservatori e presso le Accademie di Belle Arti;
- chi aveva ottenuto l'abilitazione presso nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria con la laurea in scienze della formazione primaria;
- chi aveva ottenuto l'abilitazione mediante riconoscimento della qualifica europea.
e solo questi ultimi sono stati esclusi dall'assegnazione del bonus di 30 punti. L'unico discriminante evidente è quindi il fatto di aver conseguito la qualifica in uno Stato diverso dall'Italia.
E' quindi opinione dello scrivente che, dal punto di vista della corretta applicazione della normativa europea, qualcosa non quadri.
Sarà, ovviamente, la Commissione Europea ora ad esprimersi in merito alla segnalazione. Nel frattempo il sottoscritto ha inviato al Ministero una formale richiesta di applicazione del dettato della Direttiva, chiedendo l'estensione dell'assegnazione dei trenta punti anche agli aspiranti in possesso della qualifica professionale conseguita negli Stati memebri dell'Unione.
E' in linea un sito allo scopo di informare sull'iniziativa, con l'invito, in particolare agli interessati in possesso delle citate qualifiche, a segnalare a loro volta la disparità di trattamento alla Commissione.
http://docentieuropa.limewebs.com
Il testo della denuncia:
http://docentieuropa.limewebs.com/modulo_denuncia.rtf
Allegati:
http://docentieuropa.limewebs.com/Allegato_1_DM42_20090408.pdf http://docentieuropa.limewebs.com/Allegato_2_ValutazioneTitoli_DM42_20090408.pdf http://docentieuropa.limewebs.com/Allegato_3_DM56_20090528.pdf http://docentieuropa.limewebs.com/Allegato_4_ValutazioneTitoli_DM56_20090528.pdf
Vi scrivo per sensibilizzare la vostra attenzione su un tema a me molto caro.
Il mercato del lavoro attuale è molto complesso e difficile, sia per chi lo offre, che per chi lo cerca.
Però, come giustamente le opportunità devono essere rivolte indifferentemente sia agli uomini che alle donne, io credo che lo stesso debba accadere tra persone giovani e meno giovani.
Non trovo giusto e democratico che nelle offerte di lavoro vengano posti dei limiti di età.
Chi ha superato i 50 anni non ha nemmeno la possibilità di candidarsi, pur avendo i requisiti necessari e richiesti.
Le esperienze e le capacità professionali acquisite non si misurano in base ad un dato anagrafico.
Inoltre, visto che l’età pensionabile (o per poter godere di una pensione dignitosa) è stata ritardata, chi ha superato i quarant’anni e non riesce nemmeno a candidarsi per delle offerte di lavoro cosa può fare in quei 20/25 anni di intervallo di tempo?
Certamente le soluzioni non sono immediate, ma la gente comune come me ha bisogno di sapere che i referenti ci sono e che sono disponibili AD ASCOLTARE anche noi.
Il problema che vorrei segnalare è il seguente: il lavoratore durante gli anni versa i contributi o meglio accantona una parte del suo stipendio ai fini pensionistici.
Da notare che paga l'Irpef sullo stipendio lordo.
Quando poi questo lavoratore va a ritirare la sua pensione deve ripagare l'Irpef!!
Sarebbe come se un risparmiatore una volta depositati i risparmi in banca quando li va a ritirare gli venisse trattenuta l'Irpef!!!
Pertanto credo sia una ingiustizia!
Universalizzare le proprie esperienze e trarne delle generalizzazioni è un grave errore quando non c'è il supporto della statistica a dare valenza alle conclusioni.
Ciò non toglie che le cose che mi stanno accadendo ultimamente mi rendono sempre convinto di due cose.
La prima è la sempre più confermata dai fatti "prevalenza del cretino", teorizzata già da Fruttero e Lucentini parecchi anni fa.
Accanto a questa sta diventando ancora più importante "la prevalenza del furbetto", dove con questa definizione intendo abbracciare la tendenza, sempre più diffusa a mio modesto avviso, ad evitare di produrre guadagno semplicemente lavorando ma a cercare sempre di trovare un'idea, una genialata, una furberia appunto che ci permetta di sottrarci alle nostre responsabilità, di metterci in tasca qualcosa e possibilmente di gabbare qualche altro fesso al posto nostro.
Oggi, per esempio, sono arrivato a casa ed ho trovato nella cassetta delle lettere la comunicazione che allego.
La vicenda è quasi surreale: la mia assicurazione mi informa, a mezzo lettera, che in assenza di una mia risposta entro dieci giorni provvederà a liquidare il poprietario del veicolo con la targa citata, il quale sostiene di aver avuto un sinistro con la mia autovettura in data 3 gennaio in provincia di Verona, sinistro nel quale le responsabilità sarebbero evidentemente mie.
Ho chiamato la mia assicurazione che mi ha confermato che io avrei tamponato il 3 gennaio la macchina in oggetto della quale si sa solo che è proprietà di una agenzia tipo "rent a car", io ho negato ogni addebito e loro mi hanno risposto che mi manderanno un modulo da firmare e rimandare indietro.
Sono allibito e chiedo a voi ed alle vostre conoscenze in ambito automobilistico se una cosa del genere vi sembra normale.
Io sono accusato ma non so da chi, non so precisamente di cosa ne dove o a che ora sarebbe avvenuto l'incidente, è mia cura dovermi difendere senza però sapere bene nemmeno a quanto ammonterebbero i danni.
Per fortuna non ho problemi, la mia macchina è visionabile da qualsiasi perito tipo CSI che possa certificare che nessun pezzo di carrozzeria è stato cambiato recentemente e non ci sono rimasugli di vernice di nessuna altra auto sui paraurti, inoltre ho otto persone che possono testimoniare che il 3 gennaio ero a sciare in Trentino e se ciò non bastasse ho anche l'estratto conto del telepass; quello che però mi chiedo è perchè?
Perchè la mia assicurazione non mi manda nemmeno uno straccio di raccomandata? Se fossi partito ieri per quindici giorni al mio ritorno avrei trovato il bonus malus aumentato e una vecchia lettera nella casssetta postale.
Davvero le assicurazioni possono comportarsi così o secondo voi è il caso che mandi a […] quelli della XXX?
E poi, perchè io non posso sapere chi è il delinquente che ci sta semplicemente provando, il furbetto che tenta di far pagare all'assicurazione di un […] qualsiasi il fatto che lui avrà preso un palo a marcia indietro?
E quando avrò spedito fax, dichiarazioni di amici, fatto telefonate, chi mi risarcirà del mio tempo perso?
Il principio secondo il quale sono gli altri a dover dimostrare che io devo loro qualcosa, e non il contrario, nel caso di un privato cittadino che vorrebbe solo farsi gli affari propri in santa pace non vale più in questo schifo di paese?
Tornando al cappello iniziale, la mia sensazione è che certi comportamenti siano sempre più diffusi e che le cose nel futuro non faranno altro che peggiorare.
Scommetto che il cretino che ci sta provando ha un SUV.
Sono a raccontarvi una vicenda che mi ha veramente fatto sentire una nullità davanti all'arroganza e alla potenza di una certa lobby, per altro intoccabile… Purtroppo sono una delle "vittime" bianche delle compagnie di assicurazione, nel mio caso si tratta dell'XXX e purtroppo quando nomino XXX nessuno mi ha mai risposto. Lasciatemi raccontare le mie disavventure assicurative, e siate pazienti nel leggermi. Io pratico, insegno e sono arbitro nazionale di karate. Nel 2001 ho avuto un brutto "incidente" durante un allenamento. Mi sono procurata da sola, come testimoniato e riscontrato dal medico dell'XXX, una sublussazione che mi ha portato poi ad un intervento di ricostruzione dell'articolazione della spalla sinistra. Avevo all'epoca da anni un'assicurazione personale, e ho di conseguenza aperto una pratica di rimborso. L'XXX ha tergiversato per anni, poi dopo mie pressioni mi ha fatto fare le visita per la perizia dal loro medico. Segue una lettera dell'assicurazione che in base ad un articolo del contratto la mia pratica non era liquidabile. Ho controllato l'articolo e li parla di boxe, ma io non pratico boxe e ho provato a spiegare all'XXX che il karate non è boxe, i kata sono esercizi che si fanno da soli e poi era dichiarato nella perizia che nella mia spalla non c'era presenza di ematoma. Per avere una copia della perizia mi sono dovuta rivolgere al un legale perchè a me non la davano, cosa assolutamente assurda. L'assicurazione ha fatto rimbalzare il mio legale da Roma a Milano, passando per Bologna, praticamente in ogni posto dove c'è una sede XXX. Sempre e solo la solita risposta. Non è liquidabile. Per me è diventata una questione di principio, io so di essere nel giusto. Ho scritto due volte all'Isvap che praticamente mi ha risposto di fare causa civile all'XXX. Io non ho i soldi per fare causa e la vicenda finisce li. L'avvocato mi ha spiegato che quando il rimborso diventa consistente, l'assicurazione tenta di tutto pur di non pagare. Bella fregatura, tanto più che al momento della stipula dell'assicurazione io avevo specificato che pratico karate e mi fu risposto “stai tranquilla”…
Ho un quesito per quanto riguarda la normativa sull'alimentazione nelle scuole materne: esiste un
obbligo per le scuole materne private avere un medico dell'alimentazione che prepara il menù dei bambini
iscritti?
Le scuole materne private hanno diritto al medico dell'alimentazione che la struttura comunale mette a
disposizione per la scuola materna pubblica?
Potete darmi i riferimenti di queste normative?
Grazie.
Invio questa segnalazione per mettere a conoscenza di quello che mi sta accadendo.
Sono pensionata e proprietaria di un piccolo appartamento che ho dato in affitto.
Da dicembre del 2008 non sto percependo nessun affitto, nonostante vari solleciti ai miei affittuari, con le conseguenze e disagi del caso.
Sono stata costretta ad andare tramite un avvocato, ma ancora non sono in grado di sapere quanto si libererà.
Oltre a tutti i disagi che sto subendo, so che mi dovrò anche accollare le spese legali, nonostante io sia nel pieno della legalità.
Sono una donna di 37 anni affetta da 4 di MCS (sensibilità chimica multipla). E’ una malattia metabolica a stadi, ma soprattutto non ancora riconosciuta.
La vita mia e dei miei cari è stata travolta da questa assurda malattia, che mi costringe a mangiare solo pochissimi tipi di alimenti (finché non svilupperò altre intolleranze), posso mettere solo due paia di jeans e 3 pantaloni da casa, il tutto in cotone (altri, con la stessa malattia, sono costretti a vivere nudi in casa), intolleranze ai farmaci, rischio uno shock anafilattico ogni volta che odoro un profumo o un detergente (semplicemente quello che emanano i vestiti che ora voi avete addosso). Non parliamo poi di derivati dei petroli, vernici, solventi etc.
In parole povere si è allergici a tutto!
Col passare del tempo mi rendo conto di cosa significa "a stadi": sto peggiorando e il mio dottore, che da Brescia mi riceve a Roma, mi ha consigliato di andare a vivere in montagna a 1.200m e ci stiamo seriamente pensando, ma come fare economicamente?
Da Santo Stefano sono reclusa in casa imbottita di cortisone solo per aver pranzato coi miei cari!
Mio marito e la bambina quando entrano in casa devono decontaminarsi dalle esalazioni che portano dall’esterno, ma grazie a Dio sono due veri santi!
Potrei scrivere per ore elencandovi il dramma di avere l'MCS, ma spero che questo basti a farvi riflettere su dove sono andati a finire i miei diritti di cittadina, dopo che oltre ad avere un simile fardello mi devo accollare tutte le spese mediche e quotidiane varie che comporta avere questa malattia.
Sono già state fatte proposte di legge per riconoscere l'MCS,ma giacciono ferme lì da anni, ed in tanto ci sono malati che non ce la fanno più e si tolgono la vita!
Argomento: causa per divisione ereditaria ed extra tra fratelli.
Dopo 14 anni ed il passaggio di ben 4 giudici e 5 perizie (con un perito nominato dal Tribunale che non faceva altro che disdire quello che diceva nella perizia precedente - naturalmente con fior di parcelle avvallate dai giudici), il primo giudice- in quasi dieci anni! - é stato solo capace di "rinviare" e siamo giunti ad una sentenza che TUTTE LE PARTI non sanno come prendere poiché assurda, e che ha dimostrato che chi doveva sentenziare lo ha fatto senza leggere il fascicolo per togliersi la causa di torno visto che doveva andare in altra sede.
L'amara conclusione é che uno si trova costretto a continuare la causa in Regione con altre spese ed aspettare dai sei agli otto anni.
Io dico: perché a questi signori tutto é permesso? Perché non c'é qualcuno che li controlla?
Il termine per prenotarsi era il 5 marzo, ma segnalo che la mia USL (ed ho riscontrato anche molte altre) già il 4 marzo non era accettava più prenotazioni per "tutto completo".
Allora mi chiedo: è un servizio/diritto per tutti o solo per alcuni?
Con decorrenza dal 01/10/2010 le persone che hanno compiuto 70 anni (precedentemente erano 65) dovrebbero usufruire di una commissione scontata di 0,33 centesimi che se non richiesta non viene applicata e se richiesta, spesso e volentieri, si rischia di essere snobbati.
In questo periodo di inizio d'anno tanti sono i pensionati in Italia che a mezzo bollettino postale pagano il canone della televisione, il bollo della macchina e tanti, pur faticando a far venire la fine del mese, fanno la cosa per versare qualche euro ai terremotati di Haiti o a quelli del Cile.
Poste Italiane, pur pubblicizzando un'infinità di loro prodotti, non espongono (checchè ne dicano) nessun cartello informativo che avvisi i pensionati di quanto gli spetta di diritto.
Sarà una questione di principio, ma ritengo assurdo che incamerino arbitrariamente e da anni quanto dovuto.
Petizione al Parlamento Europeo con richiesta intervento per tutelare i diritti negati, le sperequazioni e i soprusi in seguito all’applicazione approssimativa e criminale delle leggi nei confronti di cittadini deboli e inermi.
L’ART 3 DELLA COSTITUZIONE recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Vi scrivo per portare a conoscenza di codesto consesso l’applicazione in maniera parziale e lesivo delle leggi e delle consuetudini adottate dal parlamento italiano nei confronti di cittadini inermi e senza voce, i portatori di handicap, gli anziani, i soggetti fragili ecc. definiti eufemisticamente diversamente abili, ma vi assicuro che di diverso vi è solo il sacrificio che una famiglia, soprattutto se monoreddito, affronta per rendere la vita rispettabile e dignitosa per chi è affetto da questi problemi, una vita molto grama, affrontando ostacoli a volte insormontabili che queste problematiche ci pongono.
Vengo al dunque:
mia moglie è affetta da sclerosi multipla, patologia che purtroppo per noi la costringe e su una sedia a rotelle e alla non autosufficienza. Mia moglie ha 44 anni, la malattia è stata diagnosticate nel 1998, praticamente ha finito di esistere, vive una vita di riflesso.
Mia moglie percepisce una pensione di inabilità per la fantastica somma di euro 600 al mese e questa fantastica somma, che non è sufficiente nemmeno per le sue esigenze, fa sì che l'inabile non può essere considerato a carico dello scrivente perchè la legge prevede che chi ha un reddito annuo superiore 2.840 euro non e' considerato a carico, praticamente il reddito da pensione di inabilità e considerato reddito da lavoro e quindi rientra in quella categoria di reddito che fa si che non la si possa essere considerati a carico. Vi informo che tale limite di reddito dalla sua prima applicazione non e' mai stato rivalutato praticamente dal 1986, ergo che se 5.500.000 delle vecchie lire nel lontano 1986 era considerato reddito, dopo ventuno anni tale somma al massimo serve ai parlamentari per la pizzeria.
L’applicazione allegra derivante da tale limite è ancora più grave perché si riflette su tali soggetti in modo devastante in caso di incapienza. Si intende per incapienti coloro che in seguito al basso reddito percepito non pagano irpef e in quanto tali non possono portare in deduzione e/o detrazione dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute, siano esse voluttuarie che di necessità.
Mi spiego: se mia moglie ha bisogno di un sussidio tecnico, un autoveicolo, spese per la mobilità interna, abbattimento delle barriere architettoniche, spese per l'assistenza personale e quant'altro serve per aiutarla nei suoi problemi, oltre all’eventuale agevolazione iva, la somma spesa non è possibile detrarla dalla sua dichiarazione dei redditi perchè non e capiente o per lo meno non lo è ha a sufficienza e la stortura più grave che io, coniuge, pur avendone la possibilità non posso detrarlo perché, udite udite, non è a carico, perchè il reddito personale supera il famigerato limite dei 2.840 euro.
Esempio banale se mia moglie e l'On. XXX comprano un'auto o qualsiasi altra cosa serva per la loro disabilità, oltre all’eventuale agevolazione iva il senatore XXX può contare pure sulla detrazione dall’irpef prodotta, cosa che non può fare mia moglie avendo un reddito più basso, quindi il tutto è ancora più penalizzante perché oltre al danno c’è anche la beffa...
Per correggere questo sopruso basterebbe aggiungere alla legge che regola la materia la seguente dicitura che “i percettori di redditi da pensione di inabilità, ribadisco inabilità, sono considerati a carico a prescindere dal reddito percepito. O in subordine porre come tetto lo stesso che si usa per percepire l'assegno di invalidità civile o ancora che in caso di incapienza le detrazioni e/o le deduzioni per le spese personali affrontate per alleviare le conseguenze della patologia invalidante possono essere detratte dal reddito complessivo del nucleo familiare”.
E per chiudere non dimentichiamo il bonus agli inabili. Nessun beneficio per i nuclei familiari che hanno un reddito inferiore a euro 3.600 l’anno nel quale l’inabile non è a carico sempre per qual famigerato limite di 2.840 euro l’anno e cosa ancora più vergognosa e che non e’ corrisposto neanche ai disabili soli, quelli effettivamente più bisognosi. Come dice Tremonti “questione di cassa”.
Ci illudiamo di risolvere i problemi con i vari palliativi tipo l’anno del disabile (notate l’eufemismo), l’anno internazionale della famiglia. I disabili, la famiglia, gli anziani hanno bisogno più che di celebrazioni, di strumenti, di risorse di leggi eque che permettono a chi e affetto da tali problematiche di vivere una vita più tranquilla, in definitiva una vita che sia tale, perché alla fine non ci saranno altre occasioni di vivere.
Credo inoltre che la civiltà di un popolo si misuri con il modo in cui tiene in considerazione i bisognosi.
Vorrei segnalare alla vostra attenzione la presenza di una fabbrica che inquina l'aria del comune dove risiedo, Altopascio in provincia di Lucca.
Non farò il nome della fabbrica, poiché a seguito di una mia precedente denuncia fatta nel 2007 al Sindaco e ad un quotidiano, la stessa fabbrica mi ha minacciato di ritorsioni legali.
L'inquinamento dell'aria perpretato dalla fabbrica non è costante ma è periodico e spesso avviene di notte. Gli effetti percepibili sono i seguenti:
un forte odore simile allo scarico dei motori diesel, con componenti aromatiche diverse; bruciore agli occhi e cogestione delle prime vie aeree; nausea e mal di testa non necessariamente associati.
Dopo la mia denuncia completa e circostanziata al Sindaco alcuni condomini mi hanno informato che sono venuti a cercarmi alcuni impiegati dell'Usl i quali hanno fatto loro delle domande in merito alla qualità dell'aria ed essi con le loro risposte, hanno confermato i dati della mia denuncia.
Da allora non è più accaduto nulla e l'inquinamento permaneva. Nel 2008 ho sporto la mia denuncia completa e circostanziata al NOE dei Carabinieri di Firenze e alla Forestale di Lucca.
In seguito a questo sono stato contattato dalla Forestale di Lucca per avere informazioni, successivamente la stessa Forestale mi ha informato di aver riscontrato nella fabbrica un elevato livello di poveri sottili. La stessa Forestale diceva di contare sulla buona fede della fabbrica che avrebbe promesso di rimediare modificando la materie prime.
Da allora, mentre l'intensità dell'inquinamento è rimasta invariata,la frequenza degli eventi inquinanti è diminuita ma ritengo che sia dovuto alla diminuzione del lavoro causato dalla crisi economica.
E' noto infatti che la fabbrica ha ridotto i turni di lavoro.
Nel 2009 ho scritto ad Andrea Agresti di "Striscia la notizia", il quale mi ha risposto di non poter fare nulla al riguardo.
A mio parere è scandaloso che nel 2009 in Toscana, non si possa imporre ad una fabbrica sita nel centro di un paese di 15.000 abitanti di filtrare i propri scarichi.
E' ancora più scandaloso che migliaia di persone siano a conoscenza del problema e lo tollerino come se si trattasse di un evento naturale e non modificabile. Infatti io mi sono trasferito ad Altopascio nel 2007 ed ho scoperto col tempo che: i farmacisti conoscono bene il problema e consigliano ai cittadini che si recano da loro lamentando nausea e cefalea quali goccioline prendere per alleviare tali sintomi, il Sindaco ed il personale Usl non si sono mostrati attenti alla denuncia fatta da me (anzi il Sindaco ha suggerito ad una persona che mi conosce di suggerirmi di non espormi troppo poiché potrei incorrere in qualche denuncia), chiunque in paese sa dire da quale fabbrica proviene il cattivo odore, i Carabinieri della stazione locale reagiscono con sufficienza alla richiesta di intervento, inoltre le migliaia di frequentatori dei centri commerciali adiacenti alla fabbrica anche nei giorni in cui l'odore è più acre, continuano imperterriti il loro shopping. Io sono di origine napoletana ed ho osservato ad Altopascio la stessa indifferenza della cittadinanza al problema dell'immondizia di Napoli; sembra che la popolazione si accorga di questi problemi solo quando arriva la protezione civile.
Inquinamento atmosferico, acustico e sicurezza della strada sulla quale sono ubicate la scuola materna parrocchiale con nido integrato e la scuola primaria in Spresiano.
Punto di situazione al 29 novembre 2009.
La scuola materna parrocchiale con nido integrato e la scuola primaria in Spresiano, sono ubicate sulla Strada Provinciale 57 classificata “E - urbana di quartiere” (stretta, gran parte priva di marciapiede e di pista ciclabile), percorsa da intenso traffico di motoveicoli e autoveicoli.
I circa 500 bambini che frequentano le due strutture sono quotidianamente sottoposti, oltre che al rischio di essere travolti dai mezzi di ogni tipo che continuamente percorrono la strada sopraccitata, ad inalare altissime concentrazioni di inquinanti (prima, durante e dopo tutte le attività scolastiche) ed a subire l’importante inquinamento acustico, conseguentemente prodotto dalla intensa viabilità ivi presente.
Il problema dell’intenso traffico motorizzato ha origini antiche, infatti, con una lettera del 24 novembre 1992 indirizzata al Sindaco di Spresiano, un comitato di cittadini fece una “richiesta di indilazionabile e decisivo intervento volto alla salvaguardia dell’incolumità collettiva dei cittadini residenti lungo la Strada Provinciale Spresiano – Arcade (via Montello)”, dalla quale si evince che già da tempo si rappresentava l’assoluta pericolosità in quel tratto di strada.
Successivamente (dopo la rilevazione effettuata da LEGAMBIENTE nel 2006) sono state scritte 24 lettere da Cittadini, Genitori (con i loro Rappresentanti di classe e Comitato), indirizzate alla Dirigente scolastica, al Sindaco, alla Provincia, al Prefetto, per sollecitare interventi per limitare, oltre che la pericolosità della strada, anche l’inquinamento acustico ed atmosferico.
Tutte queste lettere, accompagnate da innumerevoli colloqui e richieste verbali, da una serie di articoli di stampa locali, da due servizi televisivi di Antenna 3 e da un paio di incontri informativi organizzati dai Genitori degli alunni e dal Comitato dei Genitori, assieme agli esiti del monitoraggio di LEGAMBIENTE di Treviso (12 dicembre 2006), hanno portato solo alla richiesta all’ARPAV (il 3 giugno 2008), da parte dell’attuale Amministrazione Comunale, del monitoraggio dell’aria e del rumore, presso la scuola elementare “I. Calvino” di Spresiano.
Il rapporto del monitoraggio dell’aria (periodo 23 luglio – 4 novembre 2008) fu pubblicato, alla fine di febbraio scorso, sul portale dell’ARPAV (www.arpa.veneto.it). Il suo contenuto non solo confermò le preoccupazioni dei genitori, ma mostrò una situazione ben peggiore di quella all’epoca prevedibile: nel solo mese di ottobre 2008 ci furono ben 15 superamenti del valore limite di 50 μg/m3 di PM 10 (indicato dal D.M. 60/02) con picchi che raggiunsero la concentrazione di 92 μg/m3. Emerse, inoltre, che i valori misurati in prossimità della scuola primaria risultavano essere superiori del 28%, a quelli misurati alla stazione fissa di Conegliano (relazione ARPAV) e superiori anche a quelli misurati a Treviso (relazione di LEGAMBIENTE di Treviso e portale ARPAV). “Tale fenomeno è dovuto alla particolarità del sito di campionamento: il sito di Spresiano, essendo di traffico, risulta influenzato, oltre che dal valore di background che caratterizza mediamente il territorio comunale, dalla presenza della vicina sorgente emissiva” (pag. 14 della relazione dell’ARPAV).
Il 24 agosto 2009 si è avuto l’esito del monitoraggio del rumore dell’A.R.P.A.V. (periodo 17 – 25 febbraio 2009), il quale ha confermato la presenza di un importante inquinamento acustico, nei pressi della scuola (area particolarmente protetta ai sensi del D.P.C.M. - 14.11.97).
Ad oggi non vi è stato alcun intervento da parte di alcuno, mentre il monitoraggio dell’aria si è limitato al periodo (23 luglio – 4 novembre 2008) strettamente necessario all’ARPAV per la redazione della già citata relazione.
Considerato che:
i numerosi studi Europei ed Americani sugli effetti degli inquinanti sulla salute dell’uomo hanno evidenziato:
- un'associazione fra i livelli di inquinanti atmosferici e il numero giornaliero di morti o di ricoveri in ospedale, per cause respiratorie e cardiovascolari;
- che la principale conseguenza dell’inquinamento dell’aria è l’aumento della mortalità che segue a picchi di inquinamento e colpisce persone particolarmente suscettibili (tra questi i bambini);
- che i bambini sono quelli a più elevato rischio a causa della loro aumentata frequenza respiratoria con l’inalazione di una maggior quantità di inquinanti per unità di peso;
- che i bambini, inoltre, hanno una aspettativa di vita maggiore degli adulti quindi più tempo per contaminarsi e sviluppare malattie croniche che necessitano di molti anni per manifestarsi (es. carcinoma polmonare, tumori della pelle, melanoma, carcinoma della vagina);
- che l’esposizione continua anche a bassi livelli soglia porta ad effetti cronici sulla salute;
- che all’aumentare dell’inquinante aumentano linearmente le morti;
- che non ci sarebbe un limite soglia sotto il quale gli effetti avversi non si verificano, difatti questi si verificano anche a bassi livelli di esposizione;
- che “Le malattie correlate all’ambiente tendono a gravare maggiormente sui bambini: il 43% di questo peso di malattia cade sui bambini sotto i 5 anni che rappresentano solo il 12% della popolazione” (Smith, 2000. Bul World Health Org.);
- che “Ad un’alta concentrazione di PM 10 per un periodo di sei mesi consecutivi corrisponde ad un raddoppio della mortalità per malattie respiratorie nel secondo semestre di vita. Questa recente evidenza, unita al già dimostrato aumento delle patologie respiratorie infantili quali l’asma, rende necessario ridurre il grado di esposizione dei bambini all’inquinamento atmosferico da traffico” (Inquinamento da traffico – ARPA Rivista n. 6 novembre – dicembre 2006);
- che “Nella Regione Europea circa un terzo del carico totale di malattie dalla nascita fino ai 18 anni può essere causato da ambienti insani e poco sicuri.” (I Ministri della salute e dell’ambiente delle nazioni della Regione Europea . Fourth Ministerial Conference on Environment and Health. Children’s Environment and Health Action Plan for Europe. Budapest, 2004.)
- che “L’inquinamento da PM10 è responsabile del 15% della mortalità totale. Nella UE il PM 2.5 causa una perdita di aspettativa di vita di 8.6 mesi. Per ogni incremento 10 µgr/m3 PM 2.5 8 - 14% neoplasie polmonari in più. Per ogni incremento di 1 µgr/m3 di benzene per 1 milione di persone (per vita media 70 anni) 7,5 casi di leucemia in più” (WHO Regional Pubblications, European Series, No. 91, 2000);
- che sono “Oltre 8000 decessi l’anno stimati in 13 città italiane per gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico da particolato” (Comunicato stampa APAT – OMS del 15 giugno 2006);
- che “Il rispetto della Legislazione Comunitaria produrrebbe un sostanziale risparmio in termini di malattia, per questo è fondamentale che i limiti del PM 10 non siano rilassati, ma osservati prontamente” (Tratto da: “Impatto sanitario del PM 10 e dell’ozono in 13 città italiane” studio condotto dall’O.M.S. - Ufficio Regionale per l’Europa, per conto dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici).
A Treviso e a Conegliano è sempre stato superato il valore limite di 50 μg/m3 di PM 10, ben oltre le 35 volte (nell’anno) previste dal D.M. 60/02. A Treviso, dall’inizio del corrente anno all’11 ottobre 2009, i superamenti della soglia dei 50 μg/m3 sono stati già 42. A Conegliano si prevede anche quest’anno il superamento del sopraccitato limite, infatti nei primi tre mesi del corrente anno ci sono stati già 17 superamenti con picchi di concentrazione di 117 µg/m³, 122 µg/m³ e 150 µg/m³ il 1° marzo 2009 (dati provenienti dal sito dell’ARPAV).
Davanti alla scuola primaria “I. Calvino” di Spresiano, dove risultano esserci concentrazioni di PM10 del 28% in più rispetto a quelle misurate a Conegliano e maggiori anche di quelle misurate a Treviso, ci si domanda cosa hanno respirato e continuano a respirare i 305 alunni (dai 6 ai 10 anni), i 32 dipendenti ed i residenti, visto che la zona non è monitorata.
L'OMS ha valutato le nuove evidenze e ha pubblicato nell'aprile 1999 le ”LINEE GUIDA PER IL RUMORE NELLE COMUNITÀ”.
In sintesi risulta esserci una notevole evidenza di effetti avversi del rumore sulla:
- comunicazione (nelle aule scolastiche i bambini sono particolarmente sensibili agli effetti del rumore, il livello di fondo interferisce con la capacità di concentrazione);
- sonno e umore (aumento dei risvegli, affaticati dopo il risveglio);
- capacitàdi apprendimento (deficit nella capacità di concentrazione, stress psico-fisico);
- apparato cardiovascolare (livelli compresi fra 65 e 70 dB sono correlati sull'insorgenza della cardiopatia ischemica e ipertensione);
- diminuzione dell'udito.
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti...” (art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, 1° gennaio 1948).
“La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato” (Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 - Nuovo codice della strada - art. 1, comma 1).
“Il trasporto motorizzato è una delle fonti più importanti di agenti inquinanti pericolosi quali gli ossidi di azoto, il benzene, l’ozono e soprattutto il particolato fine (PM10 e PM2,5) e ultrafine, che producono situazioni di rischio per la salute umana e in particolare per quella dei bambini. Il traffico motorizzato è in aumento in tutte le città e oltre all’inquinamento atmosferico causa anche un aumento degli incidenti stradali (circa 8.000 morti all’anno in Italia) ed inquinamento acustico”. (Fonte: Terza Conferenza Ministeriale dell’O.M.S., Londra 1999-Carta europea trasporti, salute e ambiente).
Il Comitato Genitori assieme a genitori e cittadini di Spresiano hanno chiesto, il 27 ottobre 2009, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Treviso di verificare se, nei fatti esposti, ricorrano ipotesi di reato ed in particolare se si sarebbero potute e si potrebbero prevenire malattie o morti premature, soprattutto nelle persone più a rischio come bambini, donne in stato di gravidanza ed anziani, qualora nei siti interessati le concentrazioni di inquinanti fossero state rilevate (o sono rilevate) e la popolazione fosse stata informata (o è informata). In caso affermativo, di procedere nei confronti dei responsabili anche con provvedimenti di natura cautelare a tutela della salute della popolazione e dell’ambiente e per ripristinare la legalità eventualmente violata.
Apprendo casualmente che il competente Ufficio del mio Comune (XXX - VT) ha definitivamente stabilito che la TARSU è una Tassa e non un Tributo per cui non è assoggettabile ad IVA.
Ciò significa che tutti coloro che hanno pagato fino ad oggi questo Tributo hanno diritto al rimborso del 10% (corrispondente all'IVA) per il numero degli anni in cui è stata pagata.
Ma senza la richiesta, pare che non si riabbia niente.
Inoltre è bene scrivere in calce alla richiesta stessa (da presentare su appositi moduli) che si domanda di non dover pagare la medesima per gli anni a venire.
Informatevi presso i vostri comuni: non è giusto pagare quello che non ci spetta!