Difendiamoci dalle telefonate commerciali "abusive"

Valeria di Ancona è titolare di una piccola attività artigiana di sartoria che svolge in casa. Il telefono è per lei prezioso per fissare appuntamenti ai clienti, ma viene continuamente disturbata nel lavoro da telefonate di chi vuole vendere questo o quello. Le fanno perdere tempo prezioso e rischia anche di perdere telefonate di clienti.
Come può far valere il proprio diritto a non essere tempestata di telefonate commerciali?
 
Sull’argomento possiamo ancora una volta distinguere tra privato e attività economica:
 
Esiste un’ampia normativa, già dal 2003, che tutela la priivacy dei cittadini, ma vale per i privati ed esclude pertanto tutti coloro che hanno una linea telefonica intestata ad un’azienda, anche artigiana (ditta personale).
 
La signora si trova pertanto in un ambito più difficile da difendere: potrebbe chiedere al gestore telefonico di essere cancellata dall’elenco unico, cioè dalla banca dati che serve per la stampa degli elenchi, ma questo potrebbe danneggiarla commercialmente. Potrebbe addirittura intestare la linea telefonica a se stessa come privato (ma ne avrebbe uno svantaggio fiscale). Può darsi però che ne valga la pena:
per i privati, infatti, è in vigore una tutela piuttosto severa, che vieta nel modo più assoluto le telefonate commerciali a chi non ha espresso specificamente il consenso. Alcuni anni fa tutti i cittadini abbonati al servizio telefonico hanno ricevuto un questionario in cui veniva chiesto di rispondere se si desiderava o meno ricevere telefonate e pubblicità per posta o tramite telefono.
Chi non rispose, cioè più del 90% degli abbonati, d’ufficio è stato tutelato: nell’Elenco Telefonico sono stati pubblicati a lato di alcuni nominativi due simboli, una bustina ed una cornetta telefonica, in corrispondenza degli abbonati che hanno espresso il consenso all’utilizzo del proprio indirizzo o numero di telefono per ricevere da parte di terzi informazioni commerciali, materiale pubblicitario o per essere contattati ai fini di vendita diretta o di ricerche di mercato. I dati degli abbonati presenti in questo elenco privi di questi simboli non potranno essere utilizzati per attività commerciali o promozionali.
 
In caso che la privacy non venga rispettata è possibile effettuare una segnalazione, un reclamo e in taluni casi un ricorso al Garante per la Privacy (www.garanteprivacy.it).
I casi di inottemperanza ai divieti del garante sono punibili anche penalmente.
 
Abbiamo risposto alla Signora Valeria di Ancona dagli studi di Vivere Meglio, su Rete4:

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