Campi ed aziende agricole sott’acqua in Piemonte e Lombardia dove è necessario avviare le procedure per la dichiarazione di calamità per il cremonese duramente colpito dai temporali che hanno provocato allagamenti di campi coltivati a mais, grano, orticole e foraggiere ai quali si aggiungono disagi e danni alle strutture aziendali.
E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia peraltro che il livello idrometrico del fiume Po è salito di oltre 1,5 metri al Ponte della Becca nel pomeriggio (ore 16,30) del 16 giugno. Colture già riseminate a causa delle precipitazioni d’inizio maggio - spiega Coldiretti Cremona - oggi, ancora una volta, sono del tutto compromesse con un danno ingente: i campi avranno bisogno di ulteriori lavorazioni, molti dovranno essere riseminati (con grave perdita di prodotto se si considera che, ad esempio, vista la stagione già inoltrata il mais non potrà essere seminato per la terza volta, e dunque si imporrà un cambiamento di coltura), con ricarichi nei costi dovuti all’acquisto di altre sementi, ulteriori giorni di lavoro necessari, e con utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante.
Nei prossimi mesi - continua la Coldiretti - le aziende sconteranno i ritardi nella maturazione, sia per quei campi che hanno subito un rallentamento nel ciclo vegetativo sia per quelli per i quali si dovrà addirittura ripartire da capo. Tutto questo non potrà non incidere sulle rese produttive. In prossimità della fine della primavera il maltempo - conclude la Coldiretti - sta colpendo duramente le campagne dei Nord con danni che si sono verificati anche in Emilia Romagna ed in veneto dove la caduta della grandine ha provocato danni irreversibili a molte colture.