I 5 mila abitanti dell'isola del pacifico votano la riforma costituzionale (96% di sì) e dicono basta agli ingressi I 5.000 abitanti dell'Isola di Pasqua non amano ne' i turisti ne' gli immigrati.
In questo piccolo territorio dell'Oceano Pacifico appartenente al Cile (dista pero' 4.000 chilometri da Santiago), 1.300 elettori hanno approvato a larghissima maggioranza (il 96%) una riforma della costituzione che pone severi vincoli all'ingresso sull'isola.
La consultazione popolare, organizzata dal governo cileno, risponde all'insofferenza degli abitanti, in maggioranza di origine polinesiana.
Gli autoctoni denunciano l'impatto negativo del turismo e dell'immigrazione sulla loro cultura, il patrimonio e l'ecosistema di questo piccolo angolo di paradiso grande appena 164 chilometri quadrati.
Ad agosto avevano gia' bloccato per due giorni l'unico aeroporto per chiedere limiti alla durata dei soggiorni turistici (ogni anno arrivano 50 mila visitatori) e bloccare il flusso migratorio dal continente.
Dopo questo episodio il governo di Santiago ha inserito un sistema di "carte migratorie" per meglio regolare gli arrivi sull'Isola di Pasqua e ora, dopo la consultazione popolare di fine ottobre, si appresta a irrigidire le norme che consentono di sbarcare a Rapa Nui.
(Fonte: Dire)