Il caso è finalmente chiuso: il male che afflisse i discendenti della regina Vittoria era davvero una grave forma di emofilia, originata da una mutazione genetica spontanea che dalla sovrana fu trasmessa ai suoi figli e nipoti delle case reali di mezzo continente.
A confermare quanto finora si ricavava soltanto dall'esame dei documenti storici, è stata un'analisi dei geni della moglie e dei figli dell'ultimo zar, Nicola II, che avevano ereditato dalla nonna inglese il "sangue maledetto".
I resti del principe Alessio della duchessa Maria - due dei cinque figli dello zar e della zarina Alexandra, nipote di Vittoria - erano stati rinvenuti nel 2007 nei pressi di Ekaterinburg, la città degli Urali dove i Romanov furono messi a morte nel 1918.
Evgeny Rogaev, della University of Massachusetts Medical School, era stato incaricato di analizzare il Dna delle ossa per identificarli.
Dopo aver stabilito che si trattava davvero dei resti dei due figli dello zar i cui corpi non erano stati fino ad allora ritrovati, Rogaev e la sua equipe hanno deciso di utilizzare i dati raccolti per scoprire qualcosa di più sulla terribile forma di emofilia che a partire dal figlio della regina Vittoria, Leopoldo, morto di emorragia a 30 anni dopo una caduta, contagiò le famiglie reali russe, spagnole e tedesche.
Anche il principe Alessio ne era affetto, e la zarina Alexandra per la disperazione nel 1905 si era rivolta a Rasputin, il celebre sensitivo che grazie ai suoi poteri persuasivi riuscì ad esercitare un potere sempre più forte sulla corte russa.
Senza "sangue maledetto", la storia dei Romanov sarebbe andata quindi molto diversamente. L'analisi di Rogaev, pubblicata dalla rivista scientifica Science, conclude così che Alexandra era portatrice di un gene difettoso, quello dell'emofilia, che impedisce la coagulazione del sangue.
Essendo il gene localizzato sul cromosoma X, le donne, che di cromosomi X ne hanno due, sono raramente affette da emofilia, ma sono comunque portatrici del gene.
Alessio quindi, avendo ereditato il gene dalla madre portatrice sana, come Leopoldo soffriva anche lui di emofilia. Secondo gli studiosi inoltre, "il male reale" era la forma più grave della malattia, l'emofilia B, in cui l'incapacità del sangue di coagularsi è molto più marcata.
Gli studiosi ritengono che la prima portatrice della mutazione genetica fosse stata proprio la regina Vittoria.
L'ultimo reale affetto da emofilia è stato invece il principe Waldemar di Prussia, morto nel 1945.
(Fonte: Ansa)