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Basta meta' cervello per condurre una vita normale
Basta meta' cervello per condurre una vita normale

Ha due anni e uno sviluppo emotivo, comportamentale e sociale nella norma.

Eppure presenta una grande cisti a livello dell'emisfero sinistro.

E' il caso di una bambina che è normale nonostante abbia in funzione solo metà cervello. Uno studio dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) 'E. Medea' di Ostuni, in Puglia, è riuscito a dimostrare come, grazie alla plasticità del cervello durante l'età evolutiva, la bimba sia in grado di condurre una vita normale.

Lo studio è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine. La bambina di due anni era stata segnalata all'Irccs di Ostuni per difficoltà nell'uso di una mano e nel cammino.

Dopo una serie di valutazioni fatte dai medici è venuto fuori che la bimba "aveva una lieve emiparesi", ha spiegato Antonio Trabacca, direttore dell'Unità Operativa di neuroriabilitazione dell'Irccs di Ostuni. Secondo il direttore, però, "niente faceva supporre ad un danno così esteso".

Grazie alle tecniche di risonanza magnetica encefalica, alla bambina è stata diagnosticata, infatti, "una grande cisti che coinvolge tutto l'emisfero sinistro", si legge in una nota. Secondo Trabacca, "una lesione del genere in un adulto o in un anziano sarebbe stata devastante.

I bambini in età evolutiva - ha spiegato all'Ansa il direttore dell'Irccs di Ostuni - hanno una capacità neuroplastica in grado di compensare le parti di cervello che non funzionano e fare in modo che le eventuali lesioni non abbiano grandi conseguenze nello sviluppo".

La bambina avrebbe "probabilmente sviluppato il trauma in utero", ha sottolineato Trabacca, "e per questo non ha ora problemi nel parlare e nel muoversi, ma solo danni lievi". L'Irccs pugliese, insieme alle sedi di Bosisio Parini, in Lombardia, Conegliano Veneto, in Veneto, e di Udine, in Friuli Venezia Giulia, è l'unico centro accreditato dal Ministero per la neuroriabilitazione in età evolutiva.

Nel centro vengono curati ragazzi fino ai 18 anni, anche se, ha sottolineato Trabacca, l'età dei ricoverati "può salire fino a 20-25". "I pazienti - ha spiegato il direttore - possono presentare diversi disturbi: dalla paralisi cerebrale infantile, causata ad esempio da asfissia durante il parto, a disturbi del circolo cerebrale, a ictus o trauma cranici provocati ad esempio da incidenti automobilistici".

Secondo Trabacca, "per favorire la riuscita, prima si comincia la riabilitazione e migliori saranno i risultati.

La tendenza ora - ha sottolineato - è quella di cominciare la riabilitazione durante la terapia intensiva". "Grazie alle nuove tecniche di imaging - ha spiegato Trabacca - è possibile vedere 'in tempo reale' il cervello.

Dobbiamo alle nuove strumentazioni, soprattutto alla risonanza magnetica funzionale, la possibilità di attivare nuove tecniche per la riabilitazione e di fare prognosi più accurate per sapere meglio come evolverà la situazione".

Per quanto riguarda lo stato di avanzamento della ricerca, il direttore dell'Irccs di Ostuni ha dichiarato che "al momento si cerca di capire quali sono i meccanismi che sottendono ad un danno e quali sono le aree del cervello dalle quali partirebbe la compensazione alla base della plasticità cerebrale".

 

Pubblicata il 2010-05-05
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