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Paradisi fiscali, Ocse: 75 accordi per scambio dati dal 2008
Paradisi fiscali, Ocse: 75 accordi per scambio dati dal 2008

La lotta all'evasione fiscale passa anche attraverso le intese bilaterali firmate dai governi per una maggiore cooperazione e un più proficuo scambio di informazioni. Da novembre sono oltre 40 le intese firmate o annunciate e "dall'inizio del 2008 sono stati firmati più di 75 accordi di scambio di informazioni fiscali" basati sul cosiddetto modello Ocse. Lo riferisce la stessa Organizzazione dei Parigi nei documenti messi a punto in vista della conferenza internazionale sull'evasione fiscale che prenderà il via domani a Los Cabos in Messico. Negli ultimi mesi si è dunque assistito ad una vera e propria accelerazione, considerato che questo tipo di intese (Tiea, tax information exchange agreements) sono state dal 2000 circa 100. "Ci aspettiamo - rileva l'Ocse - che un gran numero di intese verranno raggiunte nel corso del 2009 e auspichiamo che coinvolgano un più ampio numero di Paesi". Ad oggi queste intese con Paesi Ocse sono state firmate infatti per lo più da un limitato numero di Paesi: Bahrain, Bermuda, Isole Vergini, Isole Cayman, Guernsey, Isola di Man, Jersey, Antille.

OCSE: NESSUNO IN LISTA, MA CAMMINO DA FARE

Tutti i Paesi dell'Ocse hanno avviato una qualche forma di collaborazione in campo fiscale. E' quanto risulta nei documenti della stessa Organizzazione di Parigi messi a punto in vista della conferenza internazionale sull'evasione fiscale che prenderà il via domani a Los Cabos, in Messico. Nella lista aggiornata a fine agosto figurano ancora Paesi che hanno affermato di aderire agli standard fiscali internazionali senza avere ancora messo in pratica questa intenzione. Ma nella lista delle giurisdizioni che non hanno avviato nessuna collaborazione - i paradisi fiscali in senso stretto - non compare più nessun Paese.

"Sono stati fatti importanti progressi - afferma l'Ocse - ma un grande lavoro resta da fare per assicurarsi" che tutte le giurisdizioni realmente accettino i principi e li mettano in pratica. Nel precedente monitoraggio, datato 2 aprile 2009, figuravano ancora nella cosiddetta lista degli irriducibili, ovvero i Paesi che non avevano manifestato nessuna intenzione di aderire agli standard Ocse di fiscalità internazionale, quattro paesi: Costa Rica, Malesia, Filippine e Uruguay.

Questi Paesi "hanno individuato passi concreti da mettere in atto nel corso dell'anno - spiega l'Ocse - per implementare" una politica di maggiore cooperazione con gli altri Paesi nella lotta all'evasione fiscale. Nel 2000 figuravano nella lista 'nera' dell'Ocse oltre 40 Paesi; a partire dal 2007 cominciarono a essere depennati molti Paesi per l'avvio di forme di collaborazione sul terreno della lotta all'evasione. Nel corso di quest'anno erano usciti dalla liste dei Paesi non cooperativi anche Andorra, Monaco e Liechtenstein. Per quanto riguarda in particolare l'Italia, l'Ocse ricorda che ha accordi con 83 Paesi per lo scambio di informazioni fiscali, secondo gli standard Ocse, e inoltre ha aderito alla Convenzione europea per la reciproca assistenza in materia di crimini. (Fonte: Ansa)

Pubblicata il 2009-09-09
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