Una partita di 60.000 bolle di sapone made in Cina destinate ai giochi dei bambini, e risultate contaminate da diversi agenti patogeni pericolosi, è stata sequestrata da carabinieri del Nas durante controlli doganali a Taranto.
Il prodotto, già segnalato dall'Usmaf di Taranto (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) per etichettatura irregolare, è importato da un'azienda della provincia.
Secondo quanto accertato dai militari tramite analisi dell' Istituto superiore di sanità, la soluzione acquosa utilizzata nel giocattolo è contaminata da batteri del genere Aeromonas e dal microrganismo Pasteurella multocida, coccobacillo altamente contagioso.
Entrambi i batteri - secondo gli investigatori - sono indicatori di forte inquinamento e potenzialmente responsabili di gravi malattie. Il prodotto sequestrato sarà distrutto.
Secondo quanto accertato dall'Istituto superiore di sanità che ha esaminato la soluzione contenuta nei flaconcini soffiabolle, il liquido è pericoloso perché entrando in contatto con la pelle o la mucosa potrebbe provocare lesioni.
La partita è stata importata da un grossista di Martina Franca (Taranto) che poi commercializza i giochi in tutta Italia e li esporta anche all'estero e che è stato denunciato. la città di Taranto, con il suo varco doganale, è un grosso centro di importazione dalla Cina e per questo controlli vengono compiuti giornalmente dai Nas.
In uno di questi controlli, essendo state riscontrate irregolarità nell'etichettatura dei flaconcini, il 7 aprile scorso i Nas avevano sottoposto l'intera partita di soffiabolle a sequestro sanitario inviando campioni della soluzione contenuta all'istituto superiore di sanità.
Una volta ottenuto il risultato delle analisi e verificato la pericolosità e i rischi in particolare per la salute dei bambini, i Nas hanno proceduto al sequestro penale. A rendere pericolosa la soluzione sarebbe stata l'acqua utilizzata che era inquinata all'origine.
Ulteriori controlli sono in corso per evitare che vengano commercializzati altri giochi pericolosi. Il valore all'ingrosso della merce sequestrata è di 60.000 euro.
(Fonte: Ansa)