La suprema corte di Cassazione deve aver preso alla lettera il motto dei Carabinieri: "Fedele sempre", estendendo l’impegno, riferito all’Arma e alla Patria, alla famiglia e sfera privata. E condannando quindi a 4 mesi di reclusione un appuntato che aveva una relazione adultera e che aveva reagito malamente a un superiore che, scoperta la tresca, gli aveva intimato di interromperla. Il motivo? "Chi ha un amante getta disonore sull’Arma, quindi il suo superiore ha tutto il diritto di chiedergli di troncare la relazione con un’amante". Anche perché, cita la sentenza: "Di carattere meramente privato è, senza dubbio, il rapporto extraconiugale, ma la medesima natura non rivestono né il richiamo disciplinare cui il disdicevole contegno aveva dato luogo, né la illecita reazione dell’imputato, integrante l’insubordinazione".