La stagione estiva 2009 si preannuncia con ombre e luci, almeno a quanto riferiscono gli addetti ai lavori di alcuni dei luoghi più frequentati dal turismo italiano ed internazionale.
Il mare, o meglio la spiaggia, finora avrebbe fatto segnare una flessione rispetto all'anno scorso, diversamente dal turismo termale, alle prese con una tenuta sostanziale, realizzata soprattutto grazie ai vacanzieri di oltre confine.
Questo almeno quanto raccontano gli addetti ai lavori di Rimini, Grado e Taormina, quest'ultima addirittura alle prese con un calo di presenze straniere del 18%. Nella cittadina romagnola, luogo simbolo del turismo tricolore, la flessione, racconta Marcello Baldacci, presidente di "Rimini Reservation", a giugno è stata registrata un flessione del 36% di presenze rispetto allo stesso periodo del 2008. Un dato che fa pendant con il -28% di maggio e soprattutto con il -27% dei primi 12 giorni di luglio.
L'andamento della stagione, spiega, "dipenderà da come andrà agosto, periodo in cui le nostre strutture di ricezione archiviano il 47% del fatturato annuo; e se chiuderemo la stagione con un -10% rispetto al 2008 mi posso ritenere soddisfatto, anche se molto dipenderà dalle prenotazioni last minute e dalle condizioni meteo". Buone notizie arrivano dalla durata media delle presenze, che quest'anno a Rimini si è attestata a 3 notti, contro le 2,5 dell'anno scorso. Anche per Taormina, altro luogo cult del turismo italiano, le cose non sembrano andare per il meglio: rispetto al 2008, racconta il direttore dell'Ufficio Turismo Antonio Belcuore, "registriamo una flessione del 18%, dovuta soprattutto al mercato straniero (Germania, Usa, Giappone, Gran Bretagna e Russia), che rappresenta per noi il 76% delle presenze".
Però ad esempio nei primi 6 mesi dell'anno, sottolinea, i turisti del Regno Unito hanno evidenziato un calo del 26,5% rispetto al 2008, quelli americani del 35% e i russi del 32%. Al contrario gli italiani, racconta ancora Belcuore, "stanno 'tenendo' (-1,74%), anche se con i nostri connazionali non è possibile tracciare scenari visto che non sempre programmano per tempo la vacanza". Belcuore spiega poi di non credere al presunto boom dell'ospitalità extra alberghiera: "nel 2008 a Taormina - puntualizza - su 7 mila posti letto 6.200 hanno fatto capo agli alberghi e solo 688 in altre strutture, e non credo che in altre destinazioni il rapporto sia diverso".
Diversamente da Rimini e Taormina è invece la presenza straniera a far quadrare i conti delle terme e delle spiagge di Grado, dove - spiegano i responsabili della struttura - il 50% dei turisti non parla italiano. In affanno la spiaggia (poco meno di 2.500 metri, di cui 1.800 attrezzata e chiusa), che a giugno ha dovuto fare i conti con condizioni climatiche difficili ma anche con un certo allarmismo meteo che alla fine ha frenato molto gli arrivi.
Anche a Grado viene confermata la tendenza 2009 degli italiani a fare le vacanze nei mari di casa e a ridurre i giorni di ferie. Anche se, informano, spesso ritornano.
(Fonte: Ansa)