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Fecondazione: ''La legge 40 va revisionata''
Fecondazione: ''La legge 40 va revisionata''

''Non e' piu' rinviabile la revisione della legge alla luce dei principi che la corte Costituzionale ha sancito in modo inequivocabile su questa materia e delle istanze delle associazioni di pazienti che da anni si battono per il riconoscimento dei propri diritti''.

E' quanto scritto in una nota di Cittadinanzattiva che commenta la sentenza del tribunale di Bologna che ha confermato la leggittimita' della diagnosi pre-impianto. ''Non possiamo condividere l'accanimento con cui il sottosegretario Roccella vuole di fatto ignorare le indicazioni delle corti e quelle delle migliaia di coppie che vivono sulla loro pelle una legge e un approccio che di fatto pone in secondo piano anche il diritto alla scelta, e a evitare sofferenze inutili - prosegue l'associazione -.

Questo del Tribunale di Bologna e' gia' il secondo provvedimento (il primo e' del 16 giugno 2009 per una coppia con il problema genetico della traslocazione robertsoniana e quindi con la terribile esperienza per la donna di continui aborti spontanei) che, sulla base della sentenza della Corte Costituzionale n. 151/2009 del primo aprile 2009, applica la legge come risultante da tale sentenza e ponendo in risalto la legittimita' della diagnosi pre-impianto. Cio' sulla base del diritto della coppia a conoscere lo stato di salute dell'embrione ed essere protetta dalle conseguenze derivanti dal rischio di trasmettere al futuro bambino una grave malattia genetica. La legge 40 infatti non vieta la diagnosi pre-impianto ma vieta la selezione eugenetica.

Cosa ben diversa. Si apre la Pma alle coppie non sterili, ma che hanno avuto bambini concepiti naturalmente con gravi patologie o che rischiano di averli. E cio' che risulta chiaro in questa ordinanza e' che si apre una speranza per le coppie con patologie croniche degenerative, rare e genetiche. Con queste due ordinanze di Bologna c'e' qualche certezza in piu' sulla possibilita' di fare la diagnosi, congelare gli embrioni malati al fine di una gravidanza sempre piu' responsabile e consapevole''.

(Fonte: Cittadinanzattiva)

Pubblicata il 2009-07-14
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