Manifesti e brochure per informare i genitori, e le mamme in particolare, dell'opportunità di donare il sangue del cordone ombelicale. Parte la campagna di comunicazione promossa da Adoces (Associazione donatori cellule staminali) e Fnco (Federazione ostetriche) che ha visto il Veneto come apripista.
L'iniziativa si rende necessaria in quanto oggi solo nel 10% dei parti viene donato il sangue del cordone, ricco di cellule staminali utili alla cura di gravi patologie ematopoietiche come le leucemie. "Le cellule staminali cordonali: risorsa biologica per l'intera umanità" è il titolo della campagna, presentata a Montecitorio. Il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, evidenzia l'importanza di "iniziativa spontanee sul territorio per diffondere l'idea che la donazione è generosa, eticamente corretta ma anche anche appropriata nei confronti della salute del proprio figlio". Concentrando l'informazione nei punti nascita, consultori e distretti (e grazie a una guida per gli operatori sanitari), si vuole diffondere la donazione volontaria, anonima e gratuita.
"NO AI MESSAGGI 'MAGICI'" - Per Roccella, vista la diffusione di messaggi poco affidabili, anzi "magici", in particolare su Internet, che creano "confusione", occorre una "comunicazione scientifica". Il sottosegretario evidenzia poi che il governo ha "modificato la normativa introdotta dal governo Prodi che consentiva l'ingresso di biobanche private: abbiamo una rete pubblica, con vere e proprie eccellenze, che va razionalizzata e implementata e per quanto abbiamo stanziato 10 milioni di euro e lavoreremo in collaborazione con le regioni e il mondo del volontariato". La donazione avviene con una procedura piuttosto facile: una volta espressa la volontà di donare (le informazioni sono fornite alle future mamme anche durante i corsi pre-parto) si effettua un'anamnesi per escludere la presenza di malattie che possono essere trasmesse al paziente. Quindi, una volta accertata l'idoneità, dopo il parto il sangue cordonale viene raccolto dall'ostetrica. Solo il 30% delle donazioni, in base a rigorosi protocolli che garantiscono l'alta qualità dell'unità raccolta e la sua trapiantabilità, risultano valide per la conservazione e l'utilizzo; le staminali cordonali conservate si possono mantenere intatte e funzionali per circa 15 anni dal loro congelamento.
I DATI INDICANO CHE LE DONAZIONI SONO IN CRESCITA: le unità rilasciate per i trapianti di cellule staminali emopoietiche nel periodo 2004-2008 sono passate da 66 nel 2004 (29 destinate a pazienti italiani, 37 inviate all'estero su richiesta dei Centri di trapianto esteri per l'alta qualità) a 140 nel 2008 (47 destinate a pazienti italiani, 93 inviate all'estero su richiesta dei Centri di trapianto esteri per l'alta qualità). Ma le 20 mila unità di sangue cordonale disponibili oggi nelle banche (19 in Italia, collegate con circa 260 centri di raccolta) non sono sufficienti: secondo le stime del Ministero della Salute per ottenere una copertura ottimale delle caratteristiche genetiche, il numero di donazioni dovrebbe essere triplicato.