In Italia i detenuti hanno raggiunto quota 63.460, ben 20 mila in più rispetto alla capienza regolamentare e oltre anche alla cosiddetta capienza tollerabile, l'indice che individua il limite massimo per la stessa amministrazione penitenziaria. E' quanto emerge dal sesto rapporto sulle carceri, presentato oggi a Roma, e realizzato dall'associazione Antigone, che opera per la difesa dei diritti negli istituti di pena. Si tratta di una cifra record - sottolinea il rapporto - che non si era mai registrata dai tempi dall'amnistia di Togliatti del 1946. Solo tra il primo maggio e il 15 giugno di quest'anno i detenuti sono cresciuti di 1.340 unità. A partire dal primo gennaio 2009, l'aumento è stato di 5.500 detenuto. Il tasso di crescita è di poco inferiore alle 1.000 unità al mese. Se il trend dovesse continuare, a fine anno la popolazione carceraria raggiungerebbe quota 70 mila detenuti. E nel giugno del 2012 si arriverebbe a 100 mila unità. Ci sono regioni dove il numero di detenuti è quasi il doppio di quello consentito: in Emilia Romagna il tasso di affollamento è del 193%. In Lombardia, Sicilia, Veneto e Friuli è intorno al 160%. Guardando alla tipologia di reato, il 40% dei detenuti, e la metà dei detenuti stranieri, è in carcere per reati legati alla droga. L'analisi dei dati sulla popolazione carceraria riferiti all'intero 2008 indica che oltre 21 mila persone sono entrate in carcere per violazione delle leggi sugli stupefacenti. Sono 2.482 gli stranieri in carcere per non aver ottemperato all'obbligo di espulsione. Dal rapporto di Antigone si evince che, rispetto al totale delle persone detenute, gli ergastolani sono 1.434 (25 le donne). Sono 600 i detenuti sottoposti al 41 bis, ossia il regime di carcere duro, e 8 mila quelli nelle sezioni di alta sicurezza. La detenzione speciale riguarda quindi oggi tra un quinto e un sesto dell'intera popolazione reclusa.
(Fonte:Ansa)