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Prosciutto Parma: Consorzio critica la politica Ue sulla qualità
Prosciutto Parma: Consorzio critica la politica Ue sulla qualità

I produttori del Prosciutto di Parma hanno letto "con interesse il comunicato della Commissione Europea, che definisce le scelte della futura politica agricola di qualita' dell'UE. Sebbene alcune idee, quali la creazione di un organismo unico di regolamentazione di tutti le IG e la distinzione tra IG e marchi, appaiano ben orientate, resta difficile capire - si legge in una nota dello stesso Consorzio - alcuni dei principi sui quali si fondano le proposte della Commissione. Il Consorzio del Prosciutto di Parma (l'organizzazione che riunisce i 164 produttori del Prosciutto di Parma) evidenzia con rammarico che molti dei temi fondamentali relativi al futuro del settore - emersi in occasione della discussione del Libro Verde - non sono stati presi in considerazione nei documenti fino ad ora pubblicati. "Abbiamo l'impressione che, nel contesto del grande processo di consultazione determinato dall'uscita del Libro Verde, la Commissione abbia perso l'opportunita' di formulare proposte piu' ambiziose per giungere ad una riforma importante del sistema delle Indicazioni Geografiche "afferma Stefano Tedeschi, presidente del Consorzio. I produttori del Prosciutto di Parma chiedono un cambiamento radicale del sistema comunitario delle IG, affermando la necessita' di istituire un'agenzia europea che gestisca un unico registro per tutti i prodotti a IG. Tale organismo potrebbe rappresentare la soluzione a molti problemi, accelerando i processi di registrazione dei prodotti IG europei e non europei, evitando i conflitti tra le IG e i marchi, facilitando i controlli, i negoziati internazionali e l'assistenza ai Paesi terzi. "Per quanto riguarda la semplificazione del sistema IG, il nostro punto di vista diverge notevolmente da quello della Commissione Europea. Non siamo d'accordo con la proposta di istituire livelli di protezione nazionali delle IG, ne' tantomeno di assimilare i concetti di DOP e IGP. Si tratta di un processo rischioso, che porterebbe ad una frammentazione del sistema comunitario, promuovendo livelli diversi di protezione nell'ambito dell'UE. In questo settore ci serve "piu' Europa", non meno Europa, al fine di garantire la parita' di condizioni. Tutti gli altri diritti di proprieta' intellettuale sono gestiti da un'agenzia nell'ambito dell'UE, cosi' dovrebbero essere anche per le IG", insiste Stefano Tedeschi. Il Consorzio del Prosciutto di Parma, comunque, condivide e sostiene il proposito della Commissione Europea di favorire la protezione delle IG a livello internazionale. "La protezione delle nostre IG a livello internazionale pone tuttora non pochi problemi. E' dunque fondamentale per noi ottenere l'appoggio della Commissione Europea. Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con la Commissione, nella speranza che gli interventi coordinati, un incremento dei mezzi a disposizione e una chiara linea strategica, ci portino ad ottenere risultati concreti il piu' presto possibile", conclude Stefano Tedeschi. (Fonte: Agi)

Pubblicata il 2009-06-24
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