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India, misterioso boom di gemelli
India, misterioso boom di gemelli

Kodinhi, un piccolo villaggio dello Stato meridionale indiano del Kerala, custodisce gelosamente un primato che per ora non ha spiegazione: là sono nate almeno 230 coppie di gemelli, e varie altre sono in arrivo. La stampa indiana ritorna su questo curioso fenomeno per raccontare che dopo un periodo in cui se ne sono disinteressati, i genitori di Kodinhi hanno deciso di affrontarlo seriamente creando la Twins and Kins Association (Taka). Questa associazione "per gemelli ed affini", dice Pullani Bhaskaran, padre didue fratelli di 16 anni, "si occuperà della questione che sorprende molti sotto un profilo sociologico, psicologico e scientifico". Come primo passo la Taka sta realizzando un censimento per sapere quanti gemelli effettivamente vivono nei paraggi. "In poche settimane - ha detto Bhaskaran - siamo arrivati a 230 e pensiamo che raggiungeremo agevolmente i 300, a prescindere dalla loro età". "C'é molto di straordinario in questa storia - racconta da parte sua Kunju Marikar, presidente del locale Consiglio dei villaggi - ed è che i gemelli nascono a ritmo intenso solo nei sette distretti che fanno riferimento a Kodinhi, e non negli altri 13 che integrano il Consiglio". La base di dati provvisoria della Taka mostra che il gemello più vecchio è Mohammed Haji, 85 anni, che ha perso il fratello alcuni anni fa. La più anziana coppia ancora viva, invece, ha 65 anni ed è formata da Krishna e Kunji Pathukutty. In coda si trovano invece due neonati dati alla luce contemporaneamente il 6 maggio dalla mamma di nome Ramla. Altra curiosità che emerge dall'anagrafe associativa è il caso di Yusuf, che guida un risciò a motore. In sette anni ha avuto sei figlie, ovviamente nate in tre parti gemellari. Non c'é alcuna spiegazione al "miracolo", che si complica anche perché le donne di Kodinhi trasferitesi altrove continuano a sfornare gemelli come se stessero ancora nella terra d'origine. In novembre una equipe scientifica composta da studiosi del Centro per la biologia cellulare e molecolare e del Centro per la crescita umana e lo sviluppo hanno interrogato per vari giorni i membri di numerose famiglie sulle loro abitudini alimentari, realizzando anche testi clinici, che per il momento però non hanno contribuito a svelare il mistero. (Fonte: Maurizio Salvi, Ansa)

Pubblicata il 2009-06-09
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