Se la cassaforte dell'albergo funziona solo in alcune ore del giorno l'amministrazione è obbligata a risarcire i furti senza limite di valore. Una sentenza della Cassazione che vede il Club Med del Sestriere uscire sconfitto dopo 20 anni di battaglia giudiziaria, costituisce un rafforzamento dei diritti dei consumatori. I giudici della terza sezione civile della Corte, con la sentenza 10493, hanno riconosciuto ad una signora romana il diritto ad essere risarcita dell'intero valore di una pelliccia di visone rubata dalla sua stanza d'albergo nel 1989. In secondo grado invece la Corte d'appello di Roma aveva limitato il risarcimento a cento volte il prezzo della camera (4 milioni e 870mila lire contro i 25 milioni richiesti) spiegando che la signora non poteva chiedere di più dal momento che era stata lei a portare via la pelliccia dal deposito la sera precedente e, inoltre, non si poteva pretendere dall'albergatore che il servizio di custodia funzionasse notte e giorno senza interruzioni. Una decisione che aveva capovolto la precedente sentenza del tribunale della Capitale, che aveva liquidato nel 2001 circa 35mila euro considerando interessi e rivalutazione, e che è stata ora a sua volta ribaltata dalla Cassazione che l'ha annullata con rinvio fissando i "paletti" entro i quali i nuovi giudici dovranno mettere la parola fine alla vertenza. In particolare la Cassazione ha censurato i giudici di secondo grado sottolineando che la signora era stata costretta a fare a meno del servizio di custodia perché il deposito chiudeva la sera alle 19.30 e riapriva la mattina non prima delle 8.30. In questo modo, precisa la Corte "mettendo in difficoltà chi volesse o dovesse usufruirne nelle ore serali o nelle prime ore del mattino". In questo caso, la cliente sarebbe partita alle 7 della mattina e dunque non aveva scelta. A questa considerazione la Cassazione aggiunge anche che nonostante i giudici d'appello abbiano rilevato che "l'inchiesta penale non ha potuto accertare le modalità del furto", è stato però accertato che "sulla porta della camera d'albergo non sono stati trovati segni di scasso sicché - prosegue la Corte - solo l'uso di un passepartout ha potuto consentire l'ingresso di chi, per di più - osserva ancora la Cassazione - doveva essere a conoscenza del fatto che quella notte la pelliccia si trovava nella camera". In sostanza, da un lato il servizio di custodia non funzionava 24 ore su 24 e dall'altro l'amministrazione ha evidentemente anche "mal custodito" i passepartout. A questo proposito la Cassazione sottolinea che "l'albergatore può certamente porre dei limiti di orario al servizio di custodia e così ottenere un risparmio di costi, ma non può poi riversare sulla clientela i conseguenti rischi". La Corte prosegue ribadendo che "all'incompletezza del servizio di custodia dei valori dei clienti deve fare riscontro una particolare vigilanza sull'albergo e sull'accesso alla camere nelle ore di chiusura del servizio, così da evitare quanto meno comportamenti analoghi a quello verificatosi, dove il malvivente ha addirittura potuto introdursi nella stanza della cliente in presenza della stessa poco dopo che la pelliccia era stata ritirata dal deposito". In conclusione la Corte ricorda che "la responsabilità va individuata tenendo conto che in relazione all'attività d'impresa costituiscono colpa anche le carenze di carattere organizzativo che abbiano esposto a rischi i beni dei clienti". Insomma, se la cassaforte è a mezzo servizio bisogna evitare che i ladri facciano gli straordinari. (Fonte: Cassazione)