Le domande dei cittadini
Inserita il 2008-12-22 - categoria Vacanze

Durante una breve permanenza al Cairo, scendendo le scale dell' albergo caddi e mi spezzai il collo del femore. Portata immediatamente all' ospedale, venne stabilito che era necessario l' impianto di un' artoprotesi. Vista l'impossibilità di essere trasportata in Italia per paura di conseguenze dannose per la mia salute (vds trombi), obbligatoriamente dovetti sottopormi all'intervento sul posto. Per questo viaggio mi ero tutelata con una assicurazione che mi copriva di tutte le eventuali problematiche relative alla spedalizzazione e al rientro ma per quanto riguardava l' intervento mi copriva solo fino a 2000 euro. La differenza di 4000 euro la dovetti mettere io. Evidenzio che per il mio rientro in Italia, l'assicurazione mandò un dottore dall' Italia che mi ha accompagnò dal Cairo, pronto ad intervenire nel caso fossero sorti dei problemi durante il volo, fino all' ospedale vicino a casa mia. I mezzi di trasporto sono stati: aereo Alitalia equipaggiato per il trasporto di lettighe, con scalo alla Malpensa e il resto del viaggio in ambulanza. Successivamente al mio rientro, interpellai l'Uficio competente della locale AUSL e una adetta mi lasciò capire che pur tra mille difficoltà, forse saremmo riusciti ad avere un rimborso parziale. Rimborso che poi ufficiosamente, tramite telefonata, mi è stata negato. Ho chiesto che mi mandassero una risposta scritta, ma passati tre mesi non ho ancora ricevuto nulla Le domande: essendo io cittadina italiana che ha pagato e sta pagando tutto quello che c'è da pagare allo Stato, non ho diritto di venire rimborsata, se non in tutto in parte , della spesa da me sostenuta? Non sono una cittadina italiana ovunque mi trovo? Come mai non viene recepito il fatto che anche se avessi voluto no sarei potuta tornare a casa prima dell' intervento?

Per i Paesi - come l'Egitto - con cui non ci sono accordi convenzionali con il nostro Paese il turista paga direttamente le spese mediche e ospedaliere. E’ consigliabile, in questi casi, munirsi di una appropriata polizza assicurativa privata (come opportunamente Lei aveva fatto). Aggiungo che sia le regole comunitarie che quelle statuali non prevedono il rimborso delle spese per il trasporto dell’ammalato dall’estero all’Italia. Coloro che, all’estero per motivi turistici, e comunque non per lavoro, dovessero affrontare questa necessita’, non hanno alcun diritto da rivalere.

Inserita il 2008-11-05 - categoria Vacanze
Il giorno 28 Agosto 2008 ebbi un incidente con conseguente “Frattura pluriframmentaria scomposta di tibia perone e malleolo arto inferiore Dx” con prognosi di circa cinque mesi (5 mesi) di immobilità, con conseguente intervento operatorio, nonché attività fisioterapica per altri 5-6 mesi circa per una corretta deambulazione. Qualche mese prima, ed esattamente il 23 Luglio 2008, provvedevo a prenotare una vacanza, dal 07 al 14 settembre 2008 in Calabria, con relativo acconto di euro 102,00 cosi come previsto dal contratto. Il giorno 21 Agosto 2008 provvedevo al saldo di euro 411,00, quindi rispettando a pieno il contratto sottoscritto, per un totale di euro 513,00. Malauguratamente giorno 28 agosto ebbi l’incidente. Il giorno successivo chiamai il numero verde per far presente la situazione, quindi, credo, con notevole sollecitudine e tempistica adeguata (circa 10 gg. prima della partenza). Iniziai una serie di contatti telefonici, e-mail e fax per informarli dell’incidente e della mia impossibilità a recarmi presso la loro struttura. La loro risposta fu: o posticipare la vacanza entro dicembre o non avremmo avuto alcun tipo di rimborso. Feci presente la mia situazione di una lunga degenza, facilmente dimostrabile dal certificato di pronto soccorso lastre e quant’altro. Facendo espresso riferimento ad un articolo ed esattamente ai sensi dell’art. 86, comma 1, lettera d, del Codice del Consumo che cosi recita “…effetti di cui all'articolo 1385 del codice civile non si producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non imputabile…"; per tutta risposta mi fu detto che nulla avrebbero rimborsato. A tal proposito vorrei sapere: - se ho diritto ad un rimborso totale o parziale della somma versata dal momento che sono stato tempestivo nel comunicare l’incidente; - nel caso in cui avessi diritto ad un rimborso, che tipo di percorso dovrei intraprendere ?
Le Sue informazioni sono pienamente corrette. Il cosumatore ha diritto alla restituzione dell'intera caparra, dovendosi considerare il grave incidente fatto sopraggiunto non imputabile ai sensi dell'art. 86, comma 1, lettera d, del Codice del Consumo. Consiglio di sollecitare il rimborso con l'ausilio di un avvocato, in quanto - avendo Lei già ricevuto risposta negativa da parte del gruppo alberghiero - potrebbe essere necessario adire le vie legali. La ragione è certamente dalla Sua parte.
Inserita il 2008-10-14 - categoria Vacanze

Buongiorno, stamattina ho sentito al telegiornale del vostro servizio gratuito e così volevo gentilmente chiedervi un informazione. Sono  stata a Creta dal 14 al 28 agosto e non mi è mai arrivata la valigia, perchè smarritasi a Roma, l'ho ritrovata al ritorno. Volevo sapere se > c'è, oltre al rimborso delle spese effettuate, previstro anche un rimborso giornaliero per il disagio causatoci.

Per il rimborso delle spese sostenute a causa del ritardato arrivo della valigia occorre inviare una raccomandata a.r. alla compagnia allegando la documentazione delle spese sostenute (la compagnia non è tenuta a pagare spese non documentate). Il diritto al risarcimento di eventuali danni morali, esistenziali, ecc. può essere richiesto solo davanti al giudice, ma è una strada che non consiglio di percorrere.

Inserita il 2008-10-09 - categoria Vacanze

Che cosa bisogna fare per ottenere il risarcimento dei danni in caso di smarrimento dei bagagli in aeroporto?

Molto semplicemente il viaggiatore deve presentarsi presso l'ufficio "oggetti smarriti dell'aeroporto" dove dovrà esibire il biglietto aereo e la ricevuta del bagaglio; quindi al viaggiatore verrà fatto compilare un apposito modulo, utile ad avviare le ricerche del bagaglio perso.
Il viaggiatore non deve però dimenticare di presentare anche una denuncia alla compagnia aerea con la quale ha volato. La denuncia va presentata entro termini ben precisi che variano a seconda del tipo di volo:
- per i voli nazionali, la denuncia alla compagnia aerea va presentata entro 3 giorni dall'arrivo a destinazione per i danni; per il ritardo nella consegna i giorni sono 14; in caso di perdita, manomissione o danneggiamento, il risarcimento arriva fino a un massimo di 222 euro per bagaglio;
- per i voli internazionali, occorre presentare la denuncia entro 7 giorni dall'arrivo per i danni e 21 giorni per lo smarrimento. La compagnia aerea rimborsa 20 dollari per ogni chilo di bagaglio, fino ad un massimo di 20 Kg.
E' importante aggiungere che in entrambi i casi riportati è possibile aumentare il livello del risarcimento grazie alla c.d. dichiarazione di valore, da compilare quando si fa il check-in; tale dichiarazione, previo pagamento di una tariffa aggiuntiva, consente di elevare il massimale di risarcimento fino a 387,34 euro.

Inserita il 2008-07-07 - categoria Vacanze

Risposta ad un cittadino al cui figlia ha avuto notevoli problemi di viaggio con una compagnia aerea a causa di un bagaglio smarrito e voli in ritardo. Il cittadino ha chiesto inutilmente di essere risarcito.

Se neppure il sollecito inviato dall'Enac ha sortito alcun effetto, non resta che citare in giudizio l'Alitalia in quanto appaiono più che legittime le richieste di rimborso per il bagaglio consegnato in ritardo e per il ritardo nel volo. Qualora Lei decidesse di adire le vie legali, Le ricordo che i disagi che Sua figlia è stata costretta ad affrontare nelle prime giornate della vacanza-studio in terra inglese potrebbero dare il diritto anche al risarcimento del danno esistenziale, danno da intendersi - come ha spiegato la Corte di Cassazione in una recente sentenza - "come peggioramento della sfera personale determinato da alterazione, ad opera del fatto illecito di un terzo, delle normali attività quotidiane, quali le attività familiari, sociali, di svago, di riposo, di relax, cui ciascun soggetto ha diritto e che incidono nella sfera psichica del soggetto leso in relazione alla diversa sensibilità individuale e struttura della personalità".

Inserita il 2008-06-13 - categoria Vacanze

Può essere punito un bagnino che, in uno stabilimento balneare privato, si allontani dalla postazione di salvataggio?

Se il bagnino si allontana dalla postazione di salvataggio, venendo meno al suo dovere di sorveglianza, rischia sanzioni molto severe. A stabilirlo è stata la Cassazione, che ha confermato una multa di 1000 euro a carico di un bagnino, reo di aver lasciato il suo posto di vedetta "pur essendovi in mare bagnanti e surfisti", ribaltando la precedente sentenza del giudice di pace, secondo cui la multa doveva essere comminata al concessionario dello stabilimento balneare. La Cassazione, richiamando l'art. 1164 del codice della navigazione, ha motivato che stazionare in modo continuativo nella postazione di salvataggio rientra tra i doveri di ogni assistente alla balneazione.

Inserita il 2008-05-28 - categoria Vacanze
Può essere invocata la responsabilità dell'albergatore che si rifiuti di ricevere in consegna oggetti di valore poi spariti?
La responsabilità dell'albergatore può essere certamente invocata e si tratta di una responsabilità illimitata (cioè copre l'intero valore). Infatti, se da una parte l'albergatore risponde della «sottrazione, della perdita o del deterioramento delle cose portate dai clienti nell'albergo e a lui non consegnate, fino ad un limite massimo pari a cento volte il prezzo dell'alloggio giornaliero in albergo» (responsabilità limitata ai sensi dell'art. 1783 c.c.), dall'altra la sua responsabilità è illimitata quando la sottrazione, la perdita o il deterioramento riguardino cose consegnate all'albergatore o cose che l'albergatore si sia illegittimamente rifiutato di ricevere in custodia, pur avendo per legge l'obbligo di accettarle (es. denaro contante, oggetti di valore) (art. 1784 c.c.); va sottolineato, comunque, che l'albergatore può rifiutarsi di ricevere in consegna oggetti di valore «soltanto se si tratti di oggetti pericolosi o che, tenuto conto dell'importanza e delle condizioni di gestione dell'albergo, abbiano valore eccessivo o natura ingombrante» (art. 1784, 2° comma).
Inserita il 2008-05-13 - categoria Vacanze
Che azione è possibile intraprendere contro una compagnia aerea che costringe i propri passeggeri a riconoscere il proprio bagaglio sulla pista d'atterraggio della pista anziché sul tappeto scorrevole all'interno dell'aeroporto?
Generalmente capita - anche molto spesso - di reclamare contro una compagnia aerea perché sono andati smarriti i propri bagagli (e per tale problema ci sono appositi moduli - messi a disposizione dalle stesse compagnie aeree - da riempire, nel rispetto di perentori termini, al fine di avanzare nel migliore dei modi le proprie legittime richieste).
E' più raro immaginare un passeggero costretto a individuare il proprio bagaglio all'addiaccio sulla pista d'atterraggio. Il disservizio è lampante, non ci sono dubbi. Purtroppo, però, in tal caso, il malcapitato passeggero non potrà avvalersi di nessun modulo - messo a disposizione dalla compagnia aerea - per protestare. O anche se tale modulo esistesse, servirebbe solo per sfogare la propria ira e per ricevere in cambio, nella migliore delle ipotesi, una lettera di scuse. E allora che fare?
Nessuno vieta di adire le vie legali contro la compagnia aerea per ottenere il risarcimento degli eventuali danni subiti. Il problema sta nell'individuare la natura del danno subito (es. un danno alla salute, un danno patrimoniale sia esso danno emergente o lucro cessante) e il nesso di causalità tra il disservizio e l'eventuale danno, altrimenti un'azione legale per il solo fatto che ci siamo innervositi è da ritenersi eccessiva.
Inserita il 2008-04-08 - categoria Vacanze
E' giusto che una agenzia di viaggio a pochi giorni dalla partenza alzi il prezzo del pacchetto turistico già convenuto dalle parti?
Una chiara risposta alla domanda si può rinvenire nell'art. 90 del Codice del Consumo, che fissa le seguenti regole generali:
1. La revisione del prezzo forfetario di vendita di pacchetto turistico convenuto dalle parti è ammessa solo quando sia stata espressamente prevista nel contratto, anche con la definizione delle modalità di calcolo, in conseguenza della variazione del costo del trasporto, del carburante, dei diritti e delle tasse quali quelle di atterraggio, di sbarco o imbarco nei porti o negli aeroporti, del tasso di cambio applicato. I costi devono essere adeguatamente documentati dal venditore.
2. La revisione al rialzo non può in ogni caso essere superiore al dieci per cento del prezzo nel suo originario ammontare.
3. Quando l'aumento del prezzo supera la percentuale di cui al comma 2, l'acquirente può recedere dal contratto, previo rimborso delle somme già versate alla controparte.
4. Il prezzo non può in ogni caso essere aumentato nei venti giorni che precedono la partenza.
Va sottolineato che l'art. 90 è uno dei tanti articoli che compongono il Codice del Consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206); tale codice, entrato in vigore il 23 ottobre del 2005, riunisce e sostituisce ben 4 leggi, 2 decreti del Presidente della Repubblica, 14 decreti legislativi ed un regolamento di attuazione; pertanto, in seguito all'entrata in vigore del Codice del Consumo, il diritto dei consumatori trova finalmente una disciplina unitaria.
Inserita il 2007-11-30 - categoria Vacanze
I passeggeri di un traghetto che, per il peggioramento meteorologico, sono costretti ad un pernottamento di fortuna, hanno diritto al risarcimento del danno esistenziale?
La risposta è affermativa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (Sezione Terza Civile n. 3462 del 15 febbraio 2007), chiamata a pronunciarsi sul caso di una gita marittima non andata a buon fine.
La Suprema Corte ha, infatti, respinto il ricorso presentato dalla compagnia che era stata condannata dal Giudice di Pace per "i disagi, le traversie, le afflizioni e le allucinanti difficoltà cui furono sottoposti i passeggeri" (costretti a pernottare in un museo e in una chiesa, quando avrebbero potuto essere tranquillamente sistemati sul traghetto di un'altra compagnia) al risarcimento a favore dei malcapitati passeggeri del danno esistenziale "inteso come peggioramento della sfera personale determinato da alterazione, ad opera del fatto illecito di un terzo, delle normali attività quotidiane, quali le attività familiari, sociali, di svago, di riposo, di relax, cui ciascun soggetto ha diritto e che incidono nella sfera psichica del soggetto leso in relazione alla diversa sensibilità individuale e struttura della personalità".
Inserita il 2007-11-20 - categoria Vacanze

Esiste una legge che detti regole di carattere comportamentale che lo sciatore è tenuto a rispettare sulle piste da sci?

Esiste un vero e proprio ?decalogo comportamentale dello sciatore?, contenuto nella legge 24 dicembre 2003, n. 363 e riconfermato con decreto 20 dicembre 2005.
Ecco le regole di carattere comportamentale che gli utenti delle piste da sci devono rispettare anche al fine di evitare conseguenze di natura civile e penale:
1) Rispetto per gli altri
Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo altre persone o provocare danni.
2) Padronanza della velocità e del comportamento
Ogni sciatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alla propria capacità, nonché alle condizioni generali della pista, della libera visuale, del tempo e all?intensità del traffico.
3) Scelta della direzione
Lo sciatore a monte che ha la possibilità di scegliere il percorso deve tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle.
4) Sorpasso
Il sorpasso può essere effettuato (con sufficiente spazio e visibilità), tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre ad una distanza tale da evitare intralci allo sciatore sorpassato.
5) Immissione ed incrocio
Lo sciatore che si immette su una pista o che riparte dopo una sosta, deve assicurarsi di poterlo fare senza pericolo per sé o per gli altri; negli incroci deve dare la precedenza a chi proviene da destra o secondo indicazioni.
6) Sosta
Lo sciatore deve evitare di fermarsi, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità. La sosta deve avvenire ai bordi della pista. In caso di caduta lo sciatore deve sgomberare la pista al più presto possibile.
7) Salita
In caso di urgente necessità lo sciatore che risale la pista, o la discende a piedi, deve procedere soltanto ai bordi della stessa.
8) Rispetto della segnaletica
Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica prevista per le piste da sci ed in particolare l?obbligo del casco per i minori di 14 anni.
9) Soccorso
Chiunque deve prestarsi per il soccorso in caso di incidente.
10) Identificazione
Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne è testimone è tenuto a dare le proprie generalità.

Inserita il 2007-11-10 - categoria Vacanze

Il proprietario di uno stabilimento balenare può impedire ad un bagnante ? che non sia cliente del lido - di utilizzare i servizi igienici?

Sì, in quanto colui che utilizza un bene pubblico in base ad un atto di concessione o, comunque, a seguito di deliberazione amministrativa è titolare nei confronti dei terzi di un diritto di esclusione dall?utilizzazione dello stesso bene.
Pertanto, il titolare del lido privato gode di uno jus excludendi nei confronti di quanti non paghino per usufruire di tali servizi.
Resta fermo che le regole di cortesia suggerirebbero comunque di consentire l?utilizzazione dei servizi igienici anche a chi non sia cliente del lido privato.

Inserita il 2007-06-29 - categoria Vacanze

Le scrivo per chiederle come procedere per ottenere "Giustizia" relativamente ai disagi sopportati da me e altre 150 persone del volo Malpensa-Lampedusa che ci ha costretti ad attese estenuanti (più di 14 ore all'andata e 9 al ritorno). Ho già presentato richiesta di rimborso almeno del costo dei biglietti ma la compagnia si è trincerata dietro le solite problematiche tecniche.Personalmente ritengo siano stati violati vari punti della Carta dei Diritti del Passeggero.Sicuramente l'argomento è stato più volte trattato dai media ma penso occorra fare un salto di qualità notevole e chiarire meglio le procedure per la richiesta di danni o rimborsi in casi eclatanti come il nostro. Non credo infatti che la Legge Italiana non difenda la posizione, ad esempio, di chi compra un'automobile e si vede consegnare una camera da letto (nello specifico camera d'albergo a 4 km. da casa vs. una intera giornata di vacanza persa...).e poi nel viaggio di ritorno non è stata prestata alcuna assistenza alternativa durante le 9 ore d'attesa come il pasto, un luogo di riposo etc.  Allego la mia richiesta di rimborso del costo dei biglietti e la risposta della compagnia dove il ritardo sul volo di ritorno non viene neppure citato. Cosa posso ancora fare?

Per la risoluzione del caso da Lei sottoposto alla nostra attenzione, non avendo ottenuto alcuna risposta e nessun tipo di risarcimento da parte della Compagnia, risulta consigliabile - seppure come extrema ratio - citare in giudizio la compagnia. Le ricordo che, oltre al risarcimento dei danni da Lei descritti nella lettera, è possibile ottenere anche il riconoscimento del danno esistenziale (sempre più spesso riconosciuto dalla Corte di Cassazione), inteso come peggioramento della sfera personale determinato da alterazione, ad opera del fatto illecito di un terzo, delle normali attività quotidiane, quali le attività familiari, sociali, di svago, di riposo, di relax, cui ciascun soggetto ha diritto e che incidono nella sfera psichica del soggetto leso in relazione alla diversa sensibilità individuale e struttura della personalità.